Denso, altri 114 esuberi da gestire Entro il 15 le uscite volontarie

SAN SALVO. Preoccupazione, speranza ma anche tanta disponibilità a collaborare per uscire dal tunnel della crisi. Sono i sentimenti con cui i dipendenti della Denso di Piana Sant'Angelo hanno accolto...
SAN SALVO. Preoccupazione, speranza ma anche tanta disponibilità a collaborare per uscire dal tunnel della crisi. Sono i sentimenti con cui i dipendenti della Denso di Piana Sant'Angelo hanno accolto il nuovo anno. Come noto, l'azienda a inizio dicembre ha ribadito 200 esuberi. I contratti di espansione hanno aiutato molti lavoratori ad andare in pensione con meno problemi. Ai primi 41 lavoratori si sono aggiunti altri 45 colleghi. In totale a lasciare Denso sono stati fino ad oggi 86 dipendenti. Restano da gestire altri 114 esuberi. L'azienda ha dato tempo ai lavoratori fino al 15 gennaio di approfittare dei contratti di espansione. I tagli sono previsti nel piano industriale 2021-2023 che è stato illustrato dall’azienda nel corso di diverse riunioni. ll documento di programmazione prevede appunto la riduzione di 200 dipendenti sugli attuali circa mille occupati nella produzione di motorini d’avviamento e alternatori. Una situazione che non fa fare salti di gioia ai sindacati.
Il 13 gennaio il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, ha annunciato che ci sarà un incontro in Regione per discutere del futuro dei due colossi industriali di San Salvo, Denso e Pilkington. Ma per i lavoratori della Denso un'altra grossa incognita restano gli investimenti per i nuovi motori elettrici. Il colosso giapponese non si sbottona e non rivela il sito sul quale intende investire. «In attesa che si decida sull'elettrificazione, servono produzioni alternative», dice Nicola Manzi, segretario della Uilm Chieti-Pescara. «A Piana Sant'Angelo è importante portare lavoro. Se l'automotive è in crisi, Denso porti a San Salvo lavorazioni alternative a quelle attuali. Va evitato che nel 2022 ci sia un ricorso massiccio alla cassa integrazione con pesanti danni economici per le famiglie dei dipendenti».
I sindacati non nascondono di essere molto preoccupati. Invocano chiarezza sui nuovi prodotti. Al momento è in corso un percorso di riduzione dei costi e una trasformazione gestionale dello stabilimento. Sindacati e lavoratori sperano che la Dmit (Denso Manufacturing ) diventi centrale per l’elettrificazione in Europa. Un grande aiuto potrebbe arrivare da Roma. I sindacati nazionali hanno chiesto al governo di creare un fondo per le aziende disposte a riconvertire gli impianti. La Denso è fra queste. Il sindaco Magnacca segue la situazione sperando si possa trovare una soluzione che eviti danni sociali. (p.c.)
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