Denso, cassa integrazione finita: nuovi appelli sul piano di rilancio

6 Novembre 2023

Dei 150 lavoratori interessati dalla fine degli ammortizzatori sociali si farà carico per ora l’azienda In campo anche le segreterie nazionali dei sindacati per un incontro al ministero delle Imprese

SAN SALVO. L’autunno non ha portato finora alla Denso nuovi ordinativi. La cassa integrazione ordinaria per 150 dipendenti è scaduta il 31 ottobre. All’orizzonte ancora nessuna certezza. I sindacati fanno scendere in campo le segreterie nazionali. Il clima nella fabbrica di Piana Sant’Angelo è tutt’altro che sereno. Dei 150 dipendenti per quali è scaduta la Cig si farà carico l’azienda. L’eventuale proroga di sei mesi è subordinata alla presentazione di un piano di investimenti. Nessuno al momento sa se il piano sia stato presentato. Il futuro della fabbrica abruzzese del colosso nipponico resta una incognita e l'incertezza fa paura.
Le segreterie nazionali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Fismic Confsal, sollecitate dai segretari provinciali, hanno confermato di avere inviato al ministero delle Imprese e del made in Italy una richiesta di incontro per affrontare la grave crisi che attualmente sta interessando il sito produttivo Denso di San Salvo. Da cinque anni l’azienda fa ricorso alla cassa integrazione: prima quella ordinaria, poi la cassa Covid, a seguire Cig straordinaria per crisi e Cigs in deroga ex articolo 22 bis del decreto legislativo 148 del 2015. Adesso si attende la nuova proroga.
«L'utilizzo prolungato degli ammortizzatori sociali», affermano i sindacati, «senza l'attuazione del piano di investimenti, comporta il rischio che una realtà rilevante come Denso che dà lavoro a 900 dipendenti sia destinata a soccombere alla già difficile crisi del settore automotive. La speranza è che da Roma arrivi subito la convocazione». «Attendiamo fiduciosi la risoluzione del problema», afferma Marco Laviano (Fim Cisl ), «aver chiesto e sollecitato un incontro al Mimit ha alzato il problema a livello nazionale. Quando si parla di certezze, non si parla solo di ammortizzatori sociali ma si intendono prodotti e l'acquisizione di nuove tecnologie. Vogliamo un impegno al ministero della proprietà giapponese, la certezza che il Giappone creda ancora nello stabilimento abruzzese e che la transizione passi soprattutto dal rinnovo tecnologico del sito di San Salvo».
Nicola Manzi della Uilm Uil chiede il rispetto degli impegni: «al Giappone e alla direzione della fabbrica di San Salvo è stato chiesto di dare seguito agli impegni assunti con il piano industriale del settembre 2021 e rivisitato nel 2022 che prevede investimenti per 64 milioni di euro e nuovo lavoro dalla galassia Denso. I dipendenti hanno rispettato gli impegni. Sono 265 i lavoratori che hanno lasciato la fabbrica con contratti di espansione o volontari. I lavoratori hanno migliorato l'efficienza dello stabilimento del 20%. Ora spetta al Giappone fare la sua parte», conclude Manzi.
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