Denso, cassa integrazione scaduta I sindacati: fiduciosi sulla proroga

Oggi termina il terzo periodo di ammortizzatori sociali, poi lo stop produttivo di tre giorni per Ognissanti Laviano (Fim Cisl): in attesa che continuino i sussidi per 6 mesi, si avanti a rotazione e su base volontaria
SAN SALVO. Ultimo giorno di cassa integrazione guadagni straordinaria oggi per i dipendenti della Denso di San Salvo. Per tre giorni la fabbrica si ferma per il ponte di Ognissanti ma lunedì, i dipendenti del colosso giapponese saranno tutti regolarmente al lavoro. «Si va in continuità. In attesa che venga formalizzata dal governo una nuova proroga», conferma il segretario della Fim Cisl , Marco Laviano, «l'azienda proseguirà la cassa che in questo periodo è a rotazione e su base volontaria». L'auspicio dei sindacati è che venga approvata la legge di bilancio che prevede ulteriori dodici mesi di cassa integrazione straordinaria in considerazione della crisi che investe il settore automotive a livello internazionale.
Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, chiedono che i 5,8 miliardi di euro del fondo dell’auto vengano incrementati, in linea con le necessità attuali e con quanto si dovrà ottenere anche a livello europeo, per sostenere una giusta transizione ecologica e occupazionale. Denso prosegue dunque con serenità il suo programma che prevede anche il ricorso all'isopensione.
In questo periodo lo stato d'animo è di cauta fiducia. A fine novembre più di cento lavoratori dovrebbero andare in pensione anticipata. Entro la metà del mese entrante il ministero dovrebbe poi pronunciarsi sulle richieste presentate dall'azienda, dai sindacati e Confindustria lo scorso 16 ottobre. Quel giorno i rappresentanti del colosso internazionale e le organizzazioni sindacali, insieme alle rsu, hanno siglato una pre-intesa per richiedere al governo ulteriori sei mesi di cassa integrazione guadagni straordinaria. La nuova proroga pare sarà concessa a breve. Se così fosse si tratterebbe della quarta proroga approvata.
Denso appare decisa a voler traghettare l’azienda verso un futuro più positivo. Una determinazione che fa ben sperare anche l'indotto che nel 2024 è stato stretto in una sorta di morsa di incertezze tra problematiche locali e sussulti dei territori vicini. Da una parte l'infinito ritorno alla querelle che assorbe l'automotive in Val di Sangro, dall'altro le notizie allarmanti che arrivano da Termoli. Gli investimenti sull’intermodalità nel Vastese dovrebbero fornire un solido apporto all'economia del territorio.
Intanto Franco Spina, segretario della Cgil Chieti, chiede alla Regione politiche mirate e risorse da investire per produrre veicoli in Italia. «Il settore è in crisi anche per le scelte operate di produrre altrove», afferma Spina che esorta la politica ad aiutare l'indotto: «occorre insistere affinché le produzioni di auto e accessori ritornino in Italia. Nel frattempo occorre lavorare affinché il governo riconosca al Vastese l'area di crisi complessa».
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