Denso, dai sindacati un piano d’incontri

20 Luglio 2021

San Salvo. Le rsu ribadiscono che la fabbrica è pronta ad accogliere la sfida dell’elettrificazione

SAN SALVO. Dopo la massiccia partecipazione dei lavoratori della Denso allo sciopero proclamato dieci giorni fa dalle rsu di Cgil, Cisl e Uil, i sindacati stanno programmando una serie di incontri a San Salvo. Le rsu ribadiscono che la fabbrica di San Salvo è pronta ad accogliere la sfida dell'elettrificazione. I rappresentanti sindacali provinciali e nazionali continuano a interfacciarsi con il ministero dello Sviluppo economico e con il ministero del Lavoro. Nella fabbrica di San Salvo le maestranze chiedono risposte e certezze sul futuro dello stabilimento di San Salvo.
«Siamo pronti», ha ribadito Primiano Biscotti, segretario provinciale della Fim-Cisl, «ad accettare la sfida dell’elettrificazione. La storia di questa fabbrica è piena di sfide vinte. Di periodi bui ce ne sono stati e abbiamo dimostrato di venirne fuori sempre a testa alta. I lavoratori di San Salvo hanno dimostrato più volte che il loro impegno è notevole. In quasi 50 anni di storia dello stabilimento abruzzese, quando sono state introdotte nuove lavorazioni non ci siamo mai tirati indietro. Lo sciopero fatto l'8 luglio scorso ha voluto essere un segnale per dire all’azienda che vogliamo nuove lavorazioni. Vogliamo essere protagonisti nel piano di elettrificazione in Europa. Non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro».
E sulla minaccia di 500 posti a rischio fra Denso e Pilkington e molti altri nel territorio è intervenuto ieri con una nota Antonio Ingroia e Azione Civile – Popolo per la Costituzione Abruzzo. «Nessun posto di lavoro sia toccato», si legge in una nota del movimento, «lo sblocco dei licenziamenti deciso dal governo Draghi, il gravissimo accordo tra lo stesso governo, i sindacati confederali e Confindustria e la crisi economica e sanitaria stanno disvelando i loro devastanti effetti anche in Abruzzo. Tante sono le vertenze e gli allarmi in atto, soprattutto in provincia di Chieti a partire dalle zone industriali di Piana Sant'Angelo a San Salvo e di Val di Sangro. Centinaia di posti di lavoro rischiano di essere cancellati. Tutto questo è inaccettabile, non devono essere i lavoratori a pagare il costo della crisi e di politiche economiche ed industriali che tutto sono tranne che politiche. I lavoratori stanno già iniziando a pagare tutto il peso della drammatica crisi economica e della pandemia. La Golden Lady, dopo che la “politica” favorì il suo insediamento a Gissi e la sostenne, chiuse gettando centinaia di lavoratori nella disperazione. Appoggiamo le vertenze in atto vietando i licenziamenti». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .