Denso fa il punto con i sindacati: incentivi prorogati a chi va via

14 Dicembre 2021

Venerdì l’incontro: dopo l’uscita volontaria di 70 lavoratori ci sono altri 130 esuberi da gestire Manzi (Uilm): il nuovo vertice servirà per stabilire come va gestito questo momento non facile

SAN SALVO. Natale un po’ meno triste per i dipendenti della Denso di San Salvo. Gli esuberi restano ma l'azienda ha comunicato che saranno prorogati gli incentivi che accompagnano la fuoriuscita dei lavoratori dalla fabbrica fino al 15 gennaio. Per chi andrà in pensione la fine del rapporto lavorativo sarà meno traumatico. Lo scorso 1° dicembre sono già andati via 70 lavoratori. Ci sono altri 130 esuberi da gestire. «Venerdì 17 dicembre», fanno sapere Nicola Manzi della Uilm e Primiano Biscotti della Fim Cisl, «è in programma un nuovo incontro con l'azienda per stabilire come gestire questo non facile momento».
La crisi attraversata da tutte le aziende legate all'automotive è senza precedenti. Anche la Denso ha in programma un ridimensionamento dell'organico. I sindacati chiedono l'intervento immediato di tutte le istituzioni. L'elettrificazione ad oggi non vede prodotti assegnati a San Salvo. Il processo di elettrificazione è stato accelerato dall'Unione europea. La transizione provocherà la cancellazione di centinaia di posti di lavoro. Per questo i sindacati invocano un piano di investimenti pubblici che aiuti la filiera produttiva a riconvertirsi. La transizione energetica va sostenuta. È necessario un fondo per i processi di riconversione all'interno del quale far rientrare la Denso.
«La crisi Denso», riprende Manzi, «è ulteriormente aggravata dalla mancanza dei semiconduttori e da un mercato dell’auto che stenta a ripartire. In attesa che nuovi investimenti sull'elettrificazione siano destinati al mercato europeo, è necessario che la Denso porti a San Salvo lavoro e anche produzioni alternative a quelle attuali, per evitare che nel 2022 ci sia un ricorso massiccio alla cassa integrazione, con pesanti danni economici alle famiglie dei dipendenti».
Salvare l'industria del Vastese equivale a salvare l'economia del territorio. Tutti i sindaci del Vastese hanno dichiarato al Centro di essere pronti a schierarsi al fianco del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, per invocare l'intervento urgente della Regione. Il governo regionale può avere un ruolo determinante nel processo di riconversione industriale. Il territorio chiede il potenziamento delle infrastrutture. I sindacati sollecitano che la zona industriale sia collegata al porto arrivando finalmente alla rete ferroviaria a Punta Penna. Va sistemata la banda larga.
(p.c.)
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