Denso, i lavoratori scioperano: «L’azienda non vuole ascoltarci»

La protesta indetta per oggi dalle rappresentanze sindacali: stop di due ore alla fine di ogni turno L’Ugl Metalmeccanici ricorre alle vie legali: «Accordi non rispettati, vogliamo tutelare le maestranze»
SAN SALVO. Venti di burrasca soffiano sulla Denso. Le rsu di fabbrica hanno dichiarato per oggi due ore di sciopero a fine di ogni turno lavorativo. Alla base del malcontento decisioni non condivise con l’azienda, che ha in Francesco Monaco il suo presidente dello stabilimento di San Salvo, ma non solo: mancato rispetto dell’accordo sulla rotazione dei lavoratori in Cigs (Cassa integrazione guadagni straordinaria), ricorso alla straordinario per alcuni lavoratori mentre altri vengono messi in cassa. E mentre in fabbrica si sciopera, l’Ugl Metalmeccanici di Chieti annuncia di avere affidato la tutela dei lavoratori della Denso all’avvocato Lola Aristone del foro di Pescara. L’Ugl lamenta la latitanza dell’azienda rispetto alle molteplici richieste di interpello riferite alle problematiche insorte nell’ambito del ricorso alla cassa integrazione e al lavoro straordinario.
LO SCIOPERO
Le rsu della Denso si mostrano preoccupate per alcune scelte fatte dall’azienda. Per essere ascoltate hanno quindi deciso di ricorrere ad uno sciopero. «Nonostante», annotano, «gli sforzi messi in atto per chiarire la situazione a dir poco confusa, l’azienda continua a prendere decisioni in modo unilaterale. In alcune unità si fa ricorso allo straordinario utilizzando personale di altri reparti, mentre quello preposto è stato messo in cassa. Il personale è insufficiente per la corretta applicazione dei 18 turni. C’è poi il presunto nuovo inquadramento dei capi Ute. In azienda», aggiungono le rsu, «è in corso un’attività di ripresa degli elettromagneti che è stata affidata ad una ditta esterna mentre il personale Denso viene messo in Cig. Va sospesa l’attività esterna e richiamato al lavoro il proprio personale», concludono le rsu invitando i lavoratori ad aderire in modo massiccio allo sciopero.
DENUNCIA UGLM
La Ugl annuncia di sostenere le rivendicazioni di tutti dipendenti Denso ricorrendo ad un legale. «Per il rispetto e per la tutela dei lavoratori», annota il segretario aggiunto Giuseppe Saraceni, «e affinché le richieste di futuri incontri non vengano più ignorate, in comune accordo con le segreterie dell’Unione Territoriale Chieti-Pescara rappresentate dal segretario Armando Foschi e dal segretario della Uglm Abruzzo, Domenico Amiconi, la Uglm si è affidata al legale giuslavorista, l’avvocato Lola Aristone». Troppe le segnalazioni, a detta di Giuseppe Saraceni, arrivate da lavoratori e dai dirigenti sindacali del territorio. «La società», afferma, «non osserva corretti criteri di rotazione tra le maestranze, privilegiando alcuni lavoratori e lasciando a zero ore altri, senza una fondata ragione, peraltro in presenza di prestazioni lavorative fungibili tra loro, ciò in assoluto dispregio delle condizioni stabilite negli accordi condivisi con le sigle sindacali e le rsu presenti in azienda. Tale distorta situazione causa malessere tra i lavoratori. Non sono esclusi ricorsi alla magistratura competente, se le giuste rivendicazioni rimarranno inascoltate, come è stato finora». Il sindacato stigmatizza la presenza di lavoratori in somministrazione per i quali non risulta, allo stato, un’esatta quantificazione del lavoro da parte aziendale, venendo in questo modo meno ad un obbligo annuale di legge e di contratto. L’Ugl, infine, ricorda che avendo sottoscritto per spirito di responsabilità i contratti di espansione, firmando il verbale nella sede del Mise, unitamente alle segreterie territoriali delle altre organizzazioni sindacali, ritiene incomprensibile ed inopportuna la mancata convocazione alla discussione e alla firma sull’accordo della “cassa integrazione straordinaria per crisi” avvenuta l’11 aprile scorso in video conferenza presso l’Ufficio crisi aziendali della Regione.
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