Denso, l’allarme dei sindacati: «Serve una svolta o sarà crisi»

28 Novembre 2021

La Fim-Cisl e la Fiom-Cgil chiedono un intervento della Regione: bisogna puntare a costruire i motori elettrici anche a San Salvo, ma è necessario potenziare le infrastrutture del territorio

SAN SALVO. La crisi attraversata dalla Denso è senza precedenti. Lo storico sito rischia un devastante ridimensionamento. L’intenzione del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, di convocare un tavolo per discutere del futuro del colosso metalmeccanico, non può essere risolutiva. E i sindacati Fim Cisl e Fiom chiedono l’intervento immediato di tutte le istituzioni: «Fatti concreti», dicono i sindacati. Da mesi si susseguono promesse. Ma, secondo fonti sindacali, la Denso non appare propensa a produrre i motori elettrici a San Salvo.
«L’elettrificazione ad oggi non vede prodotti assegnati a San Salvo», annota la Fim Cisl, con il segretario provinciale Primiano Biscotti. «Apprezziamo l’iniziativa del sindaco ma i tavoli dove si può davvero determinare il futuro della Denso sono purtroppo altri e ad oggi sono praticamente inesistenti o comunque inconcludenti». La Fim Cisl quindi incalza: «È necessario un tavolo regionale, in cui la Regione abbia un ruolo determinante nel processo di riconversione industriale attraverso percorsi formativi di riqualificazione dei lavoratori. È necessario il potenziamento delle infrastrutture i cui lavori o non sono mai iniziati o procedono a rilento. Ci riferiamo ai porti, alla banda larga, alla dorsale stradale tirreno-adriatica, al potenziamento dell’autostrada A14 che nel tratto abruzzese è ormai impercorribile a causa dei lavori, alla rete idrica che ormai è diventata un colabrodo e al trasporto su rotaie. Basta inaugurazioni con deposito di prime pietre. Vorremmo arrivare a vedere le conclusioni dei lavori. E poi ci riferiamo al tavolo nazionale che come Fim-Cisl abbiamo chiesto a gran voce per istituire un fondo per sostenere la trasformazione dell’industria dell’auto verso l’elettrificazione. In questo fondo che dovrebbe prevedere ammortizzatori e finanziamenti per i processi di riconversione rientrerebbe anche la Denso di San Salvo. Le riunioni, le interrogazioni parlamentari, regionali e comunali dove le parole rimangono fra quattro mura non salvano le aziende. I lavoratori e le loro famiglie hanno bisogno di certezze subito. Se le istituzioni a tutti i livelli non si muovono velocemente con azioni concrete, la Denso deciderà di produrre i prodotti elettrici da altre parti».
Anche la Fiom provinciale, con il segretario Alfredo Fegatelli, è d’accordo: «Finalmente», annota il sindacato, «dopo molti mesi sentiamo il sindaco di San Salvo prendere posizione sulla Denso. Tale decisione di intervenire tardivamente, nonostante nella sua maggioranza siedano anche consiglieri comunali che lavorano in Denso, è positiva. Va precisato che da gennaio 2021, le organizzazioni sindacali stanno affrontando da sole una crisi che non ha precedenti e che purtroppo non riguarda un quinto dei lavoratori ma ben oltre. Come Fiom siamo sicuri che il sindaco sia stato ben informato dai suoi consiglieri del serio rischio che sia messo in discussione lo storico insediamento Denso. Speriamo che questo interessamento non sia finalizzato solo alla prossima e imminente campagna elettorale, visto che l’ultimo intervento pubblico sulla vertenza Denso risale alle elezioni della Rsu. Rimaniamo in attesa della convocazione e diamo la nostra completa disponibilità a partecipare all’incontro nell’interesse dei lavoratori e del territorio».