Denso ribadisce i 200 esuberi: altri 90 operai fuori entro marzo

Nuovo vertice ieri a Pescara con Regione, dirigenti, sindacati e rappresentanti della giunta comunale Il sindaco Magnacca: questa azienda deve restare qui. Quaresimale: no alla perdita di posti di lavoro
SAN SALVO. Duecento lavoratori devono lasciare la fabbrica entro marzo. La Denso ieri mattina, nel corso dell’incontro avuto in Regione, ha ribadito la necessità di snellire gli organici. Denso è parsa irremovibile. Il piano di riorganizzazione e digitalizzazione dell’azienda, sarà portato avanti. Al momento sono già usciti dalla produzione, in maniera incentivata o con contratti di espansione, 110 lavoratori. Altri 90 dovranno farlo nel primo trimestre 2022.
Al summit di Pescara, convocato dall’assessore regionale alle politiche del lavoro, Pietro Quaresimale, per discutere sul futuro della Denso, hanno partecipato il Comune di San Salvo, rappresentanti sindacali provinciali e rsu aziendali oltre alla dirigenza del colosso nipponico dei motori rotanti.
«L'incontro», ha sottolineato il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, «è stato la naturale continuazione del tavolo di confronto che si è tenuto nell’aula consiliare del Comune di San Salvo lo scorso 6 dicembre. Ieri come allora, la Denso è parsa ferma sulla decisione di proseguire con la politica degli esuberi strutturali non riassorbibili. Da parte nostra riteniamo che si debba continuare a lavorare per il mantenimento dell’azienda e quindi conseguentemente per il mantenimento dei livelli occupazionali». Presente all'incontro l’assessore comunale alle attività produttive Tonino Marcello che ha ribadito il valore strategico della Denso nella consapevolezza che si debba fare ogni sforzo per ridurre l’impatto dei licenziamenti sull’economia del territorio.
Alla fine del confronto l’assessore Quaresimale ha ribadito che la Regione farà la sua parte con gli strumenti a disposizione nel campo delle politiche formative e con le opportunità previste per incentivare le assunzioni. «È necessario evitare la perdita di altri posti di lavoro», ha dichiarato Quaresimale.
Tanta la preoccupazione nel comprensorio L’azienda ha dato tempo ai lavoratori fino al 15 gennaio di approfittare dei contratti di espansione. I tagli sono previsti nel piano industriale 2021-2023. Il documento di programmazione prevede la riduzione dell'organico a circa 800 lavoratori. Una situazione che anche i sindacati stanno vivendo con grande amarezza. Anche perché oltre agli esuberi ad angosciare i lavoratori della Denso c'è un'altra grossa incognita: gli investimenti per i nuovi motori elettrici. Il colosso giapponese non ha sciolto la riserva. Nessuno al momento sa dove la casa madre intenda investire. I sindacati sperano che la Denso di San Salvo diventi centrale per l'elettrificazione in Europa. Nicola Manzi, segretario della Uilm Chieti-Pescara, a fine 2021 aveva chiesto alla Denso di portare comunque lavoro nella fabbrica di Piana Sant'Angelo: «Se l'automotive è in crisi, Denso porti a San Salvo lavorazioni alternative e questo per evitare che nel 2022 ci sia un ricorso massiccio alla cassa integrazione con pesanti danni economici sulle famiglie».
Non va poi dimenticato, infine, l'indotto. Le decisioni della Denso potrebbero provocare un effetto boomerang sulle piccole e medie imprese del territorio.
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