Denso, richiesto un piano per l’autunno

4 Agosto 2022

San Salvo. I sindacati vogliono garanzie per l’occupazione: «L’azienda onori gli accordi sui lavoratori»

SAN SALVO. Al via da domani le ferie per i lavoratori della Denso di Piana Sant'Angelo. Quasi tutti i lavoratori si fermeranno per due settimane. Alcuni reparti potrebbero dover fare lavorazioni a macchia di leopardo. La crisi dell'automotive tuttavia non dà tregua. In autunno, secondo indiscrezioni, termineranno gli ordinativi della Perkins. Se così fosse il futuro prevede ancora tanta cassa integrazione. Niente di nuovo invece su eventuali nuovi ordinativi. «Dopo le ferie», dice il segretario della Fim Cisl Primiano Biscotti, «ci saranno le assemblee e gli incontri che abbiamo richiesto con l'azienda. In quella sede saranno affrontati tutti i problemi sul tappeto».
I sindacati di recente hanno ribadito all’azienda la netta contrarietà a ogni operazione di outsourcing, ad esempio, per la la logistica. «Fca», spiega Biscotti, «dopo aver valutato i possibili vantaggi ci ha ripensato. Non ci sono benefici. I dirigenti di Denso devono portare lavoro in fabbrica». «Crediamo», prosegue Biscotti, «che in questo momento bisogna riportare il maggior numero di lavorazioni in Denso per limitare il ricorso alla cassa integrazione. Purtroppo le ditte interessate alla logistica continuano a palesarsi».
Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl aspettano con ansia il 22 agosto per fare il punto della situazione e verificare i progetti per l'autunno. Tutti i sindacati hanno dichiarato di essere contro ogni operazione di demansionamento dei dipendenti e chiedono all’azienda di onorare gli accordi firmati facendo rientrare tutti i lavoratori dalla cassa integrazione senza speculazioni. Lo scorso 22 luglio i Cobas hanno proclamato anche uno sciopero.
Alfredo Fegatelli, della Fiom, ha puntato il dito anche contro la gestione interna del lavoro a suo dire discutibile e invoca chiarezza sulle esternalizzazioni. Il futuro è pieno di incognite e come detto l'autunno si paventa pieno di incertezze. Subito dopo la sua nomina il neo presidente Francesco Monaco aveva annunciato l'arrivo di nuovi ordinativi da Brasile, Giappone e altri Paesi esteri. L'elettrificazione però resta un miraggio e questo non piace affatto ai sindacati. Né si parla più degli investimenti che erano stati annunciati. I sindacati puntano il dito contro le istituzioni e la politica e le invitano a combattere per il bene della fabbrica di San Salvo. (p.c.)