Denso, vertice sindacati-azienda «Vogliamo investimenti e lavoro»

21 Dicembre 2022

I segretari di Cgil, Cisl, Uil e Fismic incontrano i dirigenti dello stabilimento dei motori di avviamento «Sono ancora tanti 150 lavoratori in cassa integrazione ogni giorno, per gennaio si faccia chiarezza»

SAN SALVO. Assemblea di fine anno ieri mattina alla Denso di Piana Sant'Angelo. I segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Fismic, Alfredo Fegatelli, Primiano Biscotti, Nicola Manzi e Nicola Amicucci, hanno fatto il bilancio e riferito ai lavoratori quanto è stato sollecitato all'azienda e quello che verrà richiesto a gennaio. I rappresentanti sindacati sono tutti concordi nel ritenere che la sicurezza del posto di lavoro è la priorità e per ottenerla sono necessari nuovi investimenti e contestualmente nuovi e stabili ordinativi. «In questi mesi sono stati utili gli ordinativi arrivati dal Brasile e dal Tennessee», ha rimarcato Primiano Biscotti. «È però necessario che arrivino nuovi e duraturi prodotti per azzerare la cassa integrazione». È quello che i lavoratori sperano di ottenere. Attualmente alla Denso ci sono ancora mediamente 150 lavoratori al giorno in cassa integrazione. «È troppo», affermano i rappresentanti sindacali. Rispetto a un anno fa i bilanci dell'azienda vanno meglio ma il ricorso agli ammortizzatori sociali è ancora pesante. Da due anni, infatti, il mondo dell’industria vastese è in sofferenza e tanti lavoratori sono in cassa integrazione. La Denso non fa eccezione. Nonostante i sacrifici economici che questo comporta, decine di famiglie vivono nel timore di veder dirottare altrove i finanziamenti dell’azienda.
La Denso un anno fa aveva annunciato 56 milioni di investimenti in tre anni. La caduta dei volumi produttivi dovuti alla pandemia prima e alla crisi dei semiconduttori dopo, ha determinato in questo anno fiscale l’aggravarsi progressivo della situazione. Questa incertezza di mercato ha fatto sì che la Denso ad oggi non abbia ancora deciso dove allocare in Europa le produzioni di vetture elettriche. «A gennaio chiederemo conto di questo», dice Biscotti. Per i segretari sindacali provinciali, servono investimenti per diversificare la produzione e non solo. «La Denso», aveva spiegato Fegatelli qualche giorno fa, «al momento non ha ancora sciolto la riserva».
A San Salvo centinaia di famiglie sono in attesa delle decisioni che il colosso giapponese prenderà. C’è stata già una ricapitalizzazione. La recente visita dei dirigenti mondiali nipponici nello stabilimento di San Salvo fa ben sperare, ma al momento nessuno sa quali saranno le decisioni di Denso sul sito di San Salvo. Dalla Denso nel 2022 sono usciti 175 dipendenti. Dopo i sacrifici i sindacati (che il 3 dicembre hanno incontrato il responsabile delle risorse umane dell’azienda, Alfonso Orfanelli), chiedono garanzie e nuove lavorazioni che possano dare linfa al sito produttivo. «A gennaio, dopo le festività natalizie», spiega Primiano Biscotti, «si parlerà di investimenti e occupazione». La speranza è che le istituzioni facciano la loro parte e intervengano per favorire l’investimento a San Salvo. Il ruolo della politica è essenziale. Le risorse vanno riportate in Abruzzo per mettere fine all'incertezza. Dalla salute dei colossi industriali dipende anche l'indotto. Per le aziende più piccole servirebbe un accordo di programma sul sistema delle forniture, e la salute di Denso e Pilkington è essenziale.
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