Deposito di gpl al porto «Ci vuole un referendum»

Ortona. La Stazione Ornitologica chiede chiarezza sul progetto della Seastock «A Manfredonia per un impianto simile la popolazione è andata alle urne»
ORTONA. La Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa) chiede maggiore chiarezza sul progetto Seastock per la realizzazione di un deposito di gpl al porto di Ortona. Dopo il referendum cittadino che si è svolto a Manfredonia domenica in merito a un impianto simile della Energas (ma dalle dimensioni maggiori), che ha visto il raggiungimento del quorum e una percentuale di no pari al 95%, la Stazione Ornitologica paragona le due situazioni. «Il confronto con l’Abruzzo diventa impietoso», dichiara il presidente della Soa, Augusto De Sanctis. Se in Puglia «si lasciano esprimere direttamente i cittadini, qui le migliaia di osservazioni contrarie vengono tenute nel cassetto per mesi dall’amministrazione comunale e sono inviate al Ministero solo dopo un intervento della minoranza in consiglio comunale. Un fatto di una gravità inaudita che mina alla base il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini».
La Stazione Ornitologica Abruzzese non risparmia dalle critiche nemmeno la Regione «che ha letteralmente violato la normativa comunitaria e nazionale sulla Valutazione di impatto ambientale (Via, ndc) decidendo di fermarsi alla fase della mera assoggettabilità quando invece il decreto impone in maniera incontrovertibile per questi progetti addirittura la Via diretta di livello nazionale».
Una situazione che porta la Soa a dire che sul deposito di gpl di Ortona ci sono «solo balbettii e favoritismi dai soggetti istituzionali», per poi porre una serie di quesiti a Comune e Regione. «Cosa stanno facendo per impedire l'arrivo nel porto di Ortona di un impianto classificato ufficialmente “a rischio di incidente rilevante”?» chiede. «Hanno contestato con atti la mancata sottoposizione a Via? Stanno informando i cittadini di quanto avviene nelle stanze ministeriali? La Regione torna sui suoi passi ammettendo il gravissimo errore in cui è incorso il comitato?» La Stazione Ornitologica, inoltre, evidenzia come se dovesse vincere il sì alla riforma costituzionale la competenza sull’energia diventerebbe materia esclusiva dello Stato. «Quindi di fatto non servirà più raggiungere l’intesa con le regioni coinvolte nel procedimento e, di conseguenza, verrà meno la possibilità per i cittadini di incidere sui procedimenti», conclude. «Riteniamo indispensabile dare la voce ai cittadini, spiegando cosa accadrà all’ambiente e alla loro capacità di dire la propria sui mega progetti governativi qualora dovesse passare la riforma».
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