Depuratori malfunzionanti, chiesta la condanna per Scutti

LANCIANO . Richiesta di condanna per l’ex presidente della Sasi, Domenico Scutti di Altino, e assoluzione per Alfiero Marcotullio di Roccamontepiano rappresentante della ex Ecoesse. Sono le richieste...
LANCIANO . Richiesta di condanna per l’ex presidente della Sasi, Domenico Scutti di Altino, e assoluzione per Alfiero Marcotullio di Roccamontepiano rappresentante della ex Ecoesse. Sono le richieste fatte dalla Procura nel processo in cui i due ex presidenti sono imputati per reati ambientali, inquinamento, danneggiamento delle acque. Processo seguito al sequestro, nel 2015, di 12 depuratori tra Lanciano, Treglio, Rocca San Giovanni, Atessa, Santa Maria Imbaro, Bomba e Quadri dalla Procura perché giudicati sottodimensionati, mal funzionanti, alcuni inattivi, che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento e in mare reflui con sostanze inquinanti. Processo in cui il ministero dell’ambiente si è costituito parte civile chiedendo un maxirisarcimento di 25.600.000 euro. Non si sono costituite parte civile le altri parti offese, ovvero i Comuni di Lanciano, Quadri, Rocca san Giovanni, Treglio, Atessa e Civitaluparella.
Per Marcotullio ex presidente della Ecoesse che ha gestito gli impianti di Quadri, Atessa e Bomba dal 2010 al 2013 il pubblico ministero Gina Petaccia ha chiesto l’assoluzione, mentre per Scutti, a processo in quanto ex presidente della Sasi, che gestisce il sistema idrico in 92 comuni del Chietino, ha chiesto la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione e una multa di 5.000 euro per i reati ambientali e la condanna a un anno di reclusione per l’inquinamento delle acque. Nella prossima udienza il 6 maggio toccherà ai legali degli imputati, Ettore Di Zio e Maria Sirolli del foro di Chieti, fare la propria arringa e chiedere l’assoluzione e poi il giudice Andrea Belli emetterà la sentenza chiudendo un processo nato da un’inchiesta iniziata nel 2012. In questi anni lavori sono stati fatti dalla Sasi, è nato anche il nuovo depuratore di Lanciano ma gli impianti sono ancora sotto sequestro. (t.d.r.)

