«Depuratori, otto su dieci sono per noi fuorilegge»

4 Marzo 2016

I paladini dell’ambiente scendono in piazza: in provincia scoperte 643 infrazioni A Pollutri record di multe, nella lista nera Chieti, Ortona, Francavilla e Lanciano

CHIETI. Depurazione in provincia di Chieti, un disastro. Potremmo riassumere così i risultati della ricerca condotta da un gruppo di movimenti ed associazioni che ieri al Bar Trinità hanno illustrato la fotografia scattata alla provincia teatina attraverso dati e verbali di infrazione elevati ai depuratori presenti sul territorio. A riferire i risultati sono stati Marco Severo, del comitato No inceneritore Val di Sangro, Loredana Di Paola e Augusto De Sanctis del Forum dell’acqua, Massimo Melizzi di Pescara Punto Zero e Orlando Volpe di Nuovo senso civico.

Gli attivisti si sono scartabellati con pazienza 59 pagine di tabelle e sono arrivati alla conclusione che circa l’80% dei depuratori comunali presenti in provincia non sono neanche autorizzati dall’ente competente che è la Provincia. In pratica possono essere considerati alla stregua di scarichi abusivi. E dire che si tratta di strutture di proprietà dei Comuni gestiti per la maggior parte da Sasi e Aca. Non solo. Molti di loro hanno superato tranquillamente i limiti di legge sugli scarichi.

«I dati raccolti fanno impallidire», commenta De Sanctis, «l’Amministrazione provinciale di Chieti ha riempito ben 59 pagine di fitte tabelle per rispondere al Forum dell’Acqua che aveva chiesto di avere finalmente i dati sui verbali di sanzione elevati ai gestori degli impianti». Si viene a scoprire così che in cinque anni, tra il 2011 e il 2015, la Forestale, l’Arta, la polizia provinciale e la Capitaneria di porto hanno elevato ben 643 verbali di infrazione alle normative. Nel 2015 i verbali hanno interessato ben 85 depuratori: per 5 di essi sono state riscontrate infrazioni sulle prescrizioni imposte per far funzionare bene l'impianto; 59 sono risultati senza autorizzazione allo scarico; per 55 le analisi hanno accertato un superamento dei limiti tabellari: per un totale di 81 verbali in quanto alcuni impianti sono stati sanzionati più volte.

Il record spetta al depuratore di Pollutri "Ranciara" gestito dalla Sasi con ben 7 verbali in un anno, tutti per superamento dei limiti tabellari. Diversi verbali riguardano i grandi depuratori a servizio dei centri urbani più popolosi della provincia come Chieti, Lanciano, Guardiagrele, Vasto e Ortona. In totale sono 55 i comuni dove sono state elevate sanzioni su almeno un depuratore. Tra questi anche comuni costieri: nel territorio di Ortona ben otto depuratori non sono risultati in regola nel 2015, quattro a Torino di Sangro e due a Francavilla. Ad essere multate sono state le società di gestione dei depuratori, in larga parte Sasi e Aca, anche se non mancano verbali per Coniv (per Punta Penna a Vasto) e Consorzio di Bonifica Centro (per Chieti). Sono in atto anche inchieste della magistratura che cercano di far luce sulla gestione del sistema della depurazione, fra le altre quella della Procura di Lanciano che ha sequestrato molti impianti.

«Alla Regione», ha detto la Di Paola, «chiediamo trasparenza e partecipazione. Vogliamo sapere cosa sta facendo realmente per risanare i fiume e, di conseguenza, il mare. Quanti finanziamenti sono stati impegnati nel settore e come vengono impiegati. Il presidente Luciano D’Alfonso sinora ci sembra impegnato solo in azioni di propaganda». Quella della Regione per gli attivisti è una “carenza cronica”, che non va attribuita, dunque, solo all’attuale amministrazione. «Rinnoviamo l’invito», ha concluso Melizzi, «a partecipare numerosi sabato 12, alle 15, in piazza Unione a Pescara, alla grande manifestazione per chiedere mari e fiumi puliti ».