Depuratori sequestrati, la Sasi oggi in Procura

5 Agosto 2015

Pronta la prima relazione sugli interventi fatti sui 12 impianti del Chietino Scutti: «Quando mi sono insediato quattro anni fa la situazione era drammatica»

LANCIANO. Viene consegnata questa mattina al procuratore Francesco Menditto la prima relazione sullo stato dei lavori che la Sasi porta avanti sui 12 depuratori sequestrati dalla Procura il 28 aprile scorso perché considerati “impianti sottodimensionati, mal funzionanti, alcuni inattivi”, “strutture non controllate”, in “condizioni di inadeguatezza ed inefficienza che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento e in mare reflui con sostanze inquinanti”. Accuse di inquinamento e reati ambientali per cui sono già stati rinviati a giudizio il presidente della Sasi, Domenico Scutti e Alfiero Marcotullio, rappresentante della Ecoesse che ha gestito gli impianti di Quadri, Atessa e Bomba dal 2010 al 2013. Impianti che sono oggetto di sequestro assieme a quelli di Santa Liberata, Cerratina e Villa Martelli a Lanciano, di Treglio, di Vallevò e del Cavalluccio a Rocca San Giovanni.

«Abbiamo avuto delle proroghe dalla Procura per adeguare gli impianti», spiega Scutti, «ora consegniamo una relazione su quanto fatto e su quanto ancora fare sui depuratori, la cui situazione, appena mi sono insediato nel 2011, era drammatica». Scutti ricorda che, non a caso, il primo intervento nel settore è stata la pulizia di 600 fosse imhoff stracolme. «Le abbiamo pulite e poi avviato interventi periodici», ricorda, «che prima non venivano fatti a cadenza regolare».

Sulla relazione che la Sasi consegnerà alla Procura, ci saranno i lavori fatti a Quadri per una spesa di 39mila euro. «Quello di Quadri», spiega Scutti, «è uno degli impianti che veniva gestito dalla Ecoesse e di cui abbiamo ripreso la gestione prima della scadenza del contratto perché non eravamo soddisfatti del lavoro svolto. Per quanto riguarda i tre depuratori di Lanciano, ad esempio a Santa Liberata abbiamo fatto due interventi migliorativi di pulizia dei fanghi anche se l’impianto, dalla relazione della Procura, funziona bene pur essendo sottodimensionato. Problema che si risolverà con l’attivazione del nuovo depuratore di Santa Croce di cui a settembre partiranno i lavori».

A Villa Martelli è stato inserito solo un misuratore di portata mentre a Vallevò (Rocca San Giovanni) hanno lavorato per attivare una seconda linea. «Abbiamo due linee a Vallevò: ne funzionava una perché bastava», dice il presidente Sasi, «invece abbiamo dovuto riattivare anche l’altra anche se non scarica liquami visto che non ci sono. Al Cavalluccio ci sono problemi di sedimentazione dell’acqua. Ci sono scarichi da parte di alcuni ristoranti che non rispettano le prescrizioni: giorni fa abbiamo aperto un tombino stracolmo di residui di cibo e olio usato dai ristoranti». A Treglio ci sono i problemi maggiori perché sul depuratore devono essere fatti massicci interventi di potenziamento. Per altri impianti, invece, non servono lavori ma autorizzazioni dalla Provincia che, dicono dalla Sasi, non arrivano nonostante anche la Regione abbia detto all’ente di rilasciarle.

Nella relazione - la seconda sarà consegnata il 5 settembre - la Sasi indicherà i lavori fatti ma anche quelli che riuscirà a fare ora che sono stati sbloccati i fondi Fas tramite i quali, con l’aggiunta di fondi propri, si finanzieranno opere sulla depurazione per 20 milioni di euro. Soldi per la realizzazione di impianti nuovi: a Fossacesia anche per Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro; a Gessopalena, Fresagrandinaria, Lama, Taranta Peligna, Villa Santa Maria; impianti più potenti ad Atessa, Guardiagrele, Palena, Torino di Sangro, Scerni e Castiglione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA