Depuratori, uno su due funziona male

28 Maggio 2016

Escherichia coli oltre la soglia nel 41% dei controlli in provincia nel primo trimestre. Record per Guardiagrele e San Buono

CHIETI. L’estate alle porte ripropone prepotentemente il problema della depurazione delle acque. Gli episodi dell’anno scorso, con problemi di salute soprattutto per i più piccoli dovuti al mare poco pulito, ripiombano tutto il territorio della provincia teatina nell’“incubo depurazione”. A lanciare l’allarme è il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua che rende noto i dati Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) sulla depurazione relativi al primo trimestre 2016 in provincia di Chieti. E purtroppo i risultati sono pessimi: il 41% dei controlli vede superate le soglie limite per quanto riguarda l’Escherichia coli. Detto con altri dati: ben 12 controlli sui 29 che hanno indagato il parametro relativo a questo batterio portatore di numerose malattie ne ha rilevato la presenza ben oltre i limiti. Secondo i dati, il record negativo di presenza del temuto batterio è stato rintracciato sia al depuratore Anello di Guardiagrele che al depuratore che si trova a San Buono, “con milioni di Escherichia coli trovati, a fronte di un limite di 5.000!”. Forti criticità anche a Bucchianico, Paglieta e Pollutri. Superamenti meno consistenti ma sempre preoccupanti in diversi altri centri: a Francavilla (nel famigerato depuratore di Pretaro), Cupello, Fara Filiorum Petri, Monteodorisio, Arielli, Rapino e Guardiagrele (in questo caso in relazione all’altro depuratore).

«I dati dell’Arta», commentano gli attivisti del Forum H20, «continuano ad evidenziare la gravissima situazione in cui versa la depurazione in provincia di Chieti. Arta ha finalmente pubblicato anche i risultati finali del 2015 che riportano ovviamente molti più campionamenti e i dati per un numero più elevato di depuratori. Basta scorrere i risultati per scoprire che le criticità, come già denunciato, sono diffusissime e interessano tantissimi comuni, molti dei quali non ancora controllati nel 2016. Si evidenziano veri e propri “incubi”, come il dato di quarantuno milioni Uuf/100 ml di Eschechia coli a Celenza, in località Tratturo. La !soglia psicologica” del milione di questo tipo di batterio è stata superata in ben otto comuni. Oltre a Celenza, nella lista ci sono San Martino sulla Marrucina, Altino, Lentella, Ripa Teatina, Torino di Sangro, Tornareccio e Torrebruna. Non ce ne vogliano chi ha superato “solo” i 100.000», commentano con un pizzico di ironia dal Forum dell’acqua, «ma sarebbero troppi i comuni da elencare, figurarsi quelli oltre il limite consigliato di 5.000».

Insomma, una situazione disastrosa, «degna», viene ancora sottolineato dall’associazione ambientalista, «di un paese del sud del mondo della depurazione nella regione. Queste sono le condizioni degli impianti più grandi, non vogliamo neanche immaginare lo stato delle fosse Imhoff...».

Bacchetta finale del Forum per chi amministra la cosa pubblica: «Non provano vergogna per questa situazione? Ricordiamo che i sindaci eleggono i consigli di amministrazione delle società di gestione del servizio idrico integrato e siedono nelle assemblee che deliberano i bilanci. È vero che servono nuovi depuratori ma è indispensabile dimostrare di saper far funzionare quelli esistenti, altrimenti rischiamo di costruire solo nuove cattedrali, non nel deserto ma tra i liquami».

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