Desiati: ai bambini solo cibo proveniente da nazioni estere

19 Maggio 2016

VASTO. Provenivano dal Marocco, dalla Namidia, dalla Repubblica Ceca e perfino dal Vietnam i pasti somministrati ai bambini della Spataro e della Peluzzo, le due scuole cittadine le cui mense sono...

VASTO. Provenivano dal Marocco, dalla Namidia, dalla Repubblica Ceca e perfino dal Vietnam i pasti somministrati ai bambini della Spataro e della Peluzzo, le due scuole cittadine le cui mense sono state chiuse nei giorni scorsi dai Nas per riscontrate carenze igienico sanitarie.

Altro che pasti a chilometro zero. Coscia di vitello, pangasio (pesce), merluzzo, petto di pollo e perfino il pomodoro, acquistati all'estero, finivano sulle tavole dei piccoli che avrebbero dovuto cibarsi invece di prodotti locali, come previsto dal capitolato d'appalto della gara che il Comune ha aggiudicato alla Allfoods srl di Albano Laziale. A testimoniarlo sono alcuni scatoloni rinvenuti all'interno delle strutture, le cui criticità erano state segnalate a più riprese dalla Commissione mensa composta dai genitori.

Anzi sembra proprio che i carabinieri dello speciale Nucleo antisofisticazioni si siano mossi in seguito alla segnalazione delle famiglie. A rivelarlo è Massimo Desiati. Il candidato sindaco del centrodestra ha approfittato della conferenza stampa di ieri, indetta per la presentazione delle liste, per ricostruire alcuni passaggi di una vicenda che, scoppiata in piena campagna elettorale, assume contorni inquietanti.

«La Commissione mensa formata da una rappresentanza di genitori ha inviato nei mesi scorsi una dettagliata relazione su una serie di anomalie riscontrate», racconta Desiati, «il documento è stato inoltrato il 29 gennaio e il 29 febbraio scorsi alla direzione dell'ufficio istruzione del Comune, al sindaco Luciano Lapenna e all'assessore delegato. Non ottenendo risposta la Commissione si è rivolta al Nas di Pescara il 5 maggio scorso». Desiati ricorda che «nell’ottobre 2013 (il fornitore del servizio era lo stesso), come consigliere comunale e dietro richiesta di alcune famiglie, feci un sopralluogo, all’ora di pranzo, nella mensa di una delle strutture oggi interessate. Naturalmente, dovetti essere precedentemente autorizzato dall'amministrazione comunale. Nell'occasione trovai personale del Comune che mi accompagnò nel sopralluogo. Non una visita "a sorpresa", quindi, a differenza di quella del Nas. La situazione alimentare mi apparve normale per quantità e qualità dei cibi».

Anna Bontempo .