Detriti, tronchi e gomme in acqua Ecco il degrado nel fiume Pescara

23 Settembre 2022

Scarsa manutenzione lungo il percorso e nel vicino parco fluviale spuntano discariche a cielo aperto L’esperto Di Tizio avverte: «È necessario eseguire interventi adeguati contro i rischi di esondazione» 

CHIETI . Appena qualche settimana fa veniva firmato il contratto di fiume con l’intenzione di dare risposte adeguate alle criticità territoriali-ambientali dei bacini fluviali. Un’intesa importante considerata l’attuale condizione del fiume Pescara. Nel tratto che attraversa Chieti scalo, la manutenzione del corso d’acqua e delle aree limitrofe scarseggia. Così nelle zone vicine al fiume capita di trovare diversi rifiuti abbandonati in più punti, mentre colpisce la presenza di detriti, gomme e tronchi nel letto del fiume.
LA mancata MANUTENZIONE
Le foto che pubblichiamo sono state scattate ieri mattina. Come si può vedere, sono numerosi i detriti che ristagnano in acqua. Sul fondo si notano dei tronchi, mentre agganciati alla vegetazione sugli argini spuntano anche delle gomme. Sono questi solo alcuni dei materiali presenti nel fiume. Non vanno meglio le cose se si percorre il parco fluviale, una grande area verde abbandonata, alle spalle del centro commerciale Megalò, diventata negli ultimi anni anche meta di incontri sessuali. La strada è dissestata e lungo la stessa, in vari punti, si registra la presenza di rifiuti abbandonati: cartacce, bottiglie di plastica e addirittura dei sottovasi.
IL PATTO
Alla luce di questa situazione acquista rilevanza il contratto di fiume sottoscritto lo scorso 6 settembre. In quell’occasione il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’ambiente e transizione ecologica Chiara Zappalorto hanno partecipato all’incontro a Pescara durante il quale è stato siglato l’atto di impegno del contratto tra Regione Abruzzo, la Provincia di Pescara e diversi comuni.
LA SINERGIA
I sottoscrittori del contratto di fiume condividono il principio che solo attraverso un’azione forte e sinergica tra i portatori di interesse, pubblici e privati, si possano dare risposte adeguate alle criticità territoriali-ambientali dei bacini fluviali. Nel rispetto delle competenze di ciascuno si può operare in un quadro di forte valorizzazione del principio di sussidiarietà, attivando tutti gli strumenti partenariali utili al raggiungimento degli obiettivi condivisi e di tutte le azioni emerse attraverso la definizione del Primo programma d’azione da 100 milioni, che ha quali azioni prioritarie la tutela e valorizzazione del fiume Pescara.
LA PULIZIA DEI FIUMI
Proprio per quanto riguarda il Pescara, è il presidente nazionale del Wwf, Luciano Di Tizio, a tracciare la situazione per il tratto di Chieti. «La criticità principale ha a che fare con la sottrazione di spazi con le costruzioni», dice l’esperto. Quindi spiega: «C’è un equivoco di base quando si parla di pulizia dei fiumi. Non bisogna tagliare tutto ciò che c’è intorno al corso d’acqua, perché così si crea un danno ambientale e un altrettanto danno in caso di ipotetici eventi meteorologici estremi». Quindi l’auspicio per quanto riguarda i programmi previsti con il contratto di fiume: «È necessaria un’opera di rinaturalizzazione perché è questo l’unico modo per garantire anche la sicurezza. La manutenzione deve limitarsi alla rimozione di quanto caduto in acqua, non della ghiaia sul fondo, così come non va tagliata la vegetazione sulle sponde, perché rappresenterebbe un danno e non una soluzione».
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