Devastano la scuola e poi brindano

26 Maggio 2017

Ladri-vandali distruggono porte e armadietti, rubano pc e imbrattano i muri. Poi bivaccano. Mille studenti mandati a casa

LANCIANO. Devastazione, sfregi e furto di materiale informatico. Almeno 35 pc e tablet rubati, assieme a due videoproiettori. Decine di porte divelte, alcune anche blindate, armadietti aperti e buttati a terra, documenti e faldoni gettati lungo i corridoi, cassaforte scardinata e buttata in giardino, vetri rotti, scritte offensive per danni che superano i 50.000 euro. Il liceo scientifico Galilei è in ginocchio.
IL RAID. Un furto con atti vandalici senza precedenti quello commesso nella notte tra mercoledì e giovedì allo Scientifico dove, a causa dei danni, mille studenti non hanno potuto seguire le lezioni e sono stati rimandati a casa. Alle 7,50 è un collaboratore scolastico a scoprire la devastazione appena entrato a scuola. Porte blindate aperte come scatolette di tonno, banchi e armadi capovolti, fogli buttati a destra e a manca, uffici messi a soqquadro. Subito chiama la dirigente Eliana De Berardinis, il vice preside Carlo Orecchioni e la polizia: la scena che si trovano davanti è sconcertante. «Una scuola violata in quasi tutti i suoi ambienti e depredata di tutte le dotazioni informatiche», dice sconsolato Orecchioni guardandosi attorno, «siamo senza parole». Stando ad una prima ricostruzione della polizia, intervenuta assieme ai colleghi della scientifica rimasti per 5 ore nell’istituto, i ladri-vandali si sono introdotti nella scuola da una porta laterale che dà sul giardino. Una volta dentro si sono scatenati. Armati di arnesi da scasso -piede di porco e cesoie- hanno fatto letteralmente a pezzi serrature e porte blindate degli uffici amministrativi e della dirigenza. Qui hanno preso una cassaforte che conteneva i soldi che il segretario usa per le piccole spese, poi buttata in giardino, due pc e un videoproiettore custoditi nell’armadio del vicepreside e spostato in corridoio un pesante armadio blindato. Sono riusciti ad aprirlo e lo hanno ripulito: conteneva 7-8 pc portatili e una quindicina di tablet. Poi sono passati nelle aule: una decina quelle rovistate prima di salire al piano superiore, nell’aula di informatica. Anche questa volta, come accaduto nel furto del 20 marzo scorso, sono entrati passando tramite la porta di collegamento della classe II D, che non è blindata. Presi 12 pc che erano stati risparmiati nel furto precedente. Anche qui altre aule messe a soqquadro.
IL BIVACCO. I ladri-vandali hanno avuto anche tempo di rifocillarsi. Da un frigo del personale hanno preso yogurt e spumante e “brindato” agli sfregi. Hanno anche fatto una specie di ghirlanda con i fazzoletti di carta e con un pennarello nero hanno scritto parolacce sui vetri del bagno. Si spera che il bivacco possa costare caro: hanno, infatti. lasciato numerose tracce e impronte rilevate dalla scientifica.
IL PRECEDENTE. E un’impronta rilevata su un armadietto ha incastrato Alen Radosavljevic, 21enne di Montesilvano, arrestato mercoledì perché ritenuto responsabile, assieme ad altri complici ricercati, del furto compiuto, sempre al Galilei, il 20 marzo scorso, quando vennero rubati 18 computer. Che siano collegati? Un gesto simbolico come a dire: siamo più forti dello stato, le forze dell’ordine non ci possono fermare? La polizia non si sbilancia anche perché sono diverse le bande che fanno furti nelle scuole.
LE REAZIONI. Diversi i commenti di condanna ma anche gli interrogativi. Il sistema di allarme del liceo, che doveva essere sistemato a marzo, è ancora rotto. «La Provincia non ha i soldi per fare nemmeno i piccoli interventi», spiega il presidente Mario Pupillo che da sindaco, assieme all’assessore all’istruzione Giacinto Verna, sottolinea «il gesto di estrema gravità perpetrato ai danni di un presidio di civiltà e formazione quale è una scuola». Progetto Lanciano chiede, invece, di invitare il prefetto a convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza «per dare le giuste risposte per salvaguardare la sicurezza del territorio».
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