Di Crescenzo: tante responsabilità sul dissesto
La consigliera di opposizione: il debito c’è ed è stato creato da cattiva gestione finanziaria
GUARDIAGRELE. Anche la consigliera comunale Gianna Di Crescenzo della lista “Guardiagrele per tutti”, torna a parlare del dissesto finanziario del Comune, ricordando innanzitutto, che nella passata campagna elettorale l’ex assessore alle finanze Marilena Primavera, decantava un avanzo di amministrazione di 900.000 euro e che poi, nel luglio del 2021, la nuova amministrazione comunale del sindaco Donatello Di Prinzio, analizzando la situazione contabile, dichiarava invece un dissesto di quasi 3 milioni e 400 mila euro. La consigliera, evidenzia poi che il Tar, nella sentenza con la quale ha annullato il dissesto finanziario dichiarato un anno fa dal Comune, certifica in modo inconfutabile, che il debito di 3.390.000 esiste ed è stato generato dalla cattiva gestione, iniziata nel 2014 con la giunta comunale guidata dal sindaco Sandro Salvi, e poi consolidato dal sindaco Simone Dal Pozzo, che non ha applicato i dettami legislativi, ma sopratutto, ha disatteso i continui richiami della Corte dei Conti.
«L'amministrazione Dal Pozzo», sottolinea Di Crescenzo, «ha infatti effettuato un utilizzo cronico dell'anticipazione finanziaria presso la tesoreria, senza poi restituire i prestiti, trasformando di fatto, il ricorso dell'anticipazione di cassa in un prestito a medio termine, prassi questa che cozza anche con il dettato costituzionale. Sempre la stessa amministrazione ha inoltre istituito la prassi dell'utilizzo dei fondi destinati agli investimenti per sostenere la cassa corrente. Consuetudine questa», precisa Di Crescenzo, «che, oltre ad essere vietata dalla legge, genera uno squilibrio finanziario enorme negli esercizi successivi. Il Comune si trova in uno stato di insolvenza giuridico-finanziario. Il Tar ha ritenuto che fosse più opportuno adottare la procedura di pre-dissesto e non quella di dissesto. L’attuale amministrazione», conclude, «non ha però neanche tentato un piano di rientro, ma ha dichiarato il dissesto, demandando la gestione del pregresso ai commissari, senza tentare la strada del pre-dissesto, causando l'immobilismo di una città sta morendo».
Giovanni Iannamico
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