Di Florio è il nuovo procuratore: è arrivata la nomina del Csm

16 Marzo 2023

Originario di Roseto, 60 anni, ha ricevuto 11 preferenze, tre in più rispetto alla collega Di Stefano Attuale capo della procura di Vasto, dal 1998 al 2015 è stato pm a Pescara. I tempi per l’insediamento

CHIETI. La procura di Chieti ha un nuovo capo: è Giampiero Di Florio, 60 anni, originario di Roseto. La nomina da parte del plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm) è arrivata ieri mattina: l’ha spuntata con 11 voti su Rosangela Di Stefano, che ha avuto invece 8 preferenze, mentre 11 consiglieri si sono astenuti. Di Florio si appresta dunque a lasciare, dopo 8 anni, l’incarico di procuratore di Vasto e a prendere il posto di Francesco Testa, che aveva salutato Chieti nel maggio 2021. Quanto ai tempi per l’insediamento al vertice degli uffici giudiziari di via Spaventa, dipenderà dalle decisioni del ministero: in caso di “anticipazione del possesso”, la nuova funzione potrebbe essere assunta nel giro di 20-25 giorni; al contrario, trascorreranno due o tre mesi.
UNA CARRIERA LUNGA 23 ANNI
«Di Florio», come sottolineato ieri dal suo relatore, Maria Luisa Mazzola, «ha svolto funzioni requirenti in uffici di primo grado per oltre 23 anni, maturando, al riguardo, un’esperienza significativamente completa in ogni settore, dalla criminalità organizzata a quella economica, dai reati contro la pubblica amministrazione ai reati comuni, dall’esecuzione penale alle misure di prevenzione e alla materia internazionale». Dopo il primo incarico da pretore di Padova dal 1992 al 1998, Di Florio è stato trasferito a Pescara. Qui ha portato avanti indagini «estremamente complesse», tra cui l’inchiesta sulla sanità – condotta con i colleghi Nicola Trifuoggi e Giuseppe Bellelli – che decapitò la giunta regionale guidata da Ottaviano Del Turco, con accuse che hanno retto fino al terzo grado di giudizio. Da procuratore di Vasto – incarico assunto nel febbraio 2015 – il magistrato di origini rosetane si è distinto, come specificato dal relatore Mazzola, per «l’assoluto rilievo delle conoscenze acquisite in ambito investigativo», oltre che per «gli importanti risultati conseguiti nel contrasto a reati anche allarmanti, viste le infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso nel territorio di Vasto. Le statistiche evidenziano l’eccellente produttività di Di Florio, frutto dell’efficace organizzazione dei compiti, nel rispetto delle scadenze e dei termini di deposito dei provvedimenti, nonostante il notevole carico di lavoro». Il relatore Mazzola ha richiamato pure il parere del consiglio giudiziario della Corte d’appello dell’Aquila, che ha rimarcato come Di Florio abbia «confermato, nel periodo in valutazione, in cui ha già svolto egregiamente le funzioni direttive di procuratore della Repubblica di Vasto, le già evidenziate elevate capacità professionali, contraddistinte da spiccate qualità per preparazione, equilibrio, buon senso e indipendenza».
L’ESPERIENZA DI VASTO
Durante gli ultimi anni, ha proseguito il relatore, «l’impegno portato avanti da Di Florio su più fronti ha avuto ricadute molto positive sull’andamento del lavoro, tanto più apprezzabili se si considera anche la realtà dove opera la procura di Vasto, esposta al pericolo di infiltrazioni criminali, sia per la vicinanza ad aree ad alta concentrazione malavitosa (come quella proveniente dalla Campania e dalla Puglia), sia per l’insediamento, in alcuni territori del circondario, di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata».
LA NUOVA SEDE
Attualmente sono quattro i pm in servizio a Chieti: Lucia Anna Campo (che per quasi due anni è stata procuratore facente funzione, essendo il magistrato con maggiore anzianità di servizio), Giuseppe Falasca, Marika Ponziani e Giancarlo Ciani.