Di Giammarco, ricorso respinto: il prof resta interdetto dall’ateneo

Il tribunale del riesame rigetta la richiesta di annullamento della misura presentata dalla difesa L’accusa: «Ha attestato in modo falso la sua presenza durante i tirocini: danno da 65mila euro»
CHIETI. Il professor Gabriele Di Giammarco, indagato per falso ideologico e truffa ai danni di un ente pubblico, resta interdetto dalla professione di docente universitario. Il tribunale del riesame dell’Aquila ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa del primario della clinica cardiochirurgica dell’ospedale Santissima Annunziata, sospeso anche dalla Asl Lanciano Vasto Chieti dopo l’ordinanza firmata dal giudice Luca De Ninis su richiesta del procuratore Francesco Testa e del sostituto Giancarlo Ciani. Reggono, dunque, le accuse formulate a seguito delle indagini portate avanti dai finanzieri della compagnia di Chieti, coordinati dal colonnello Serafino Fiore e dal capitano Giuseppe Laganà. Le motivazioni della decisione dei giudici aquilani verranno depositate entro 45 giorni.
Lo scorso 17 giugno a Di Giammarco è stato notificato un provvedimento di interdizione dalla professione per un anno. «In particolare», secondo le fiamme gialle, «circa l’effettiva presenza in servizio del professore, è emerso che lo stesso, nel 2019, avrebbe ripetutamente e falsamente comunicato, mediante annotazione su un registro elettronico, un numero di lezioni e attività di tutoraggio di gran lunga superiore a quelle verificate dai riscontri effettuati». In numerose circostanze, sempre stando all’accusa, Di Giammarco attestava dunque di trovarsi a lezione ma in realtà era altrove, persino a Cuba. Durante le indagini sono stati ascoltati anche testimoni per «verificare le modalità in cui veniva effettuata l'attività didattica e la reale presenza del professionista». Scendendo nel dettaglio, in base alle contestazioni della procura, la falsa attestazione riguarda mille ore di tutoraggio non eseguito. In 12 mesi, infatti, il docente avrebbe tenuto 100 delle 1.100 ore di insegnamento previste. Il danno nei confronti dell’università è stato stimato in circa 65mila euro. «Se le accuse dovessero risultare fondate», ha detto il rettore Sergio Caputi dopo l’interdizione di Di Giammarco, «è logico che si viene a creare un danno d’immagine per l’ateneo di una grande importanza. Anche l’università avvierà una verifica approfondita sulla questione dei tirocini fatti da Di Giammarco. Ora noi dobbiamo verificare la carriera degli studenti che avrebbero dovuto fare tirocini con lui, almeno di quelli degli ultimi anni».
Il docente – ritenuto un luminare nel suo settore, autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali – respinge le accuse e sostiene di aver fatto tutto rispettando le regole. Nel corso dell’interrogatorio, assistito dagli avvocati Augusto La Morgia e Leo Brocchi, Di Giammarco ha spiegato come funziona il tutoraggio e le modalità dell’attività, ribadendo la sua correttezza. Del tutoraggio, in base a quanto emerso, erano beneficiari studenti del terzo anno, e non si tratta di un tirocinio professionale. Per la difesa, il registro elettronico non va considerato un atto pubblico essendo un semplice foglio Excel.
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