Di Giuseppantonio: nessun intervento per la sicurezza dell’A14

30 Aprile 2017

FOSSACESIA. «Abruzzo dimenticato dal Governo e dalla società autostrade: nessun intervento per la sicurezza della A14». Enrico Di Giuseppantonio, segretario regionale dell’Udc e sindaco di Fossacesia,...

FOSSACESIA. «Abruzzo dimenticato dal Governo e dalla società autostrade: nessun intervento per la sicurezza della A14». Enrico Di Giuseppantonio, segretario regionale dell’Udc e sindaco di Fossacesia, prende atto che nonostante le insistenze di qualche anno fa, tra le novità dell’Allegato Infrastrutture al Def, elaborato dal ministero delle Infrastrutture e pubblicato nei giorni scorsi, c’è sì il via libera ai nuovi progetti di Autostrade per l’Italia per la realizzazione di terze e quarte corsie sulla rete esistente (lavori per 2,4 miliardi di euro) ma tra questi manca assolutamente un capitolo dedicato al tratto abruzzese dell’A14. «Mi aspettavo una maggiore attenzione per la nostra regione. E i motivi del mio rammarico sono molteplici», dichiara Di Giuseppantonio che, nel giugno 2014, da presidente della Provincia, chiese in una nota ufficiale la realizzazione della terza corsia sull’autostrada A14, «qui abbiamo una delle realtà industriali più importanti del Paese, scali marittimi che necessitano di collegamenti per favorire gli scambi, un movimento turistico destinato a crescere. La necessità di ampliamento è dettata da esigenze di sicurezza in considerazione dei volumi di traffico. Molti punti del tracciato della A14, soprattutto nel tratto che attraversa la provincia di Chieti, sono infatti privi persino della corsia di emergenza. Aggiungo pure che le tragiche esperienze vissute dall’Abruzzo negli ultimi anni, colpita da varie calamità, ci hanno ribadito quanto sia fondamentale poter contare su una rete stradale efficiente. Eppure Autostrade per l’Italia e il Governo hanno rivolto i loro progetti per migliorare la mobilità nel nord e, in parte, nel centro del Paese, ignorando interventi nella nostra regione. Scelte che ovviamente penalizzano fortemente l’Abruzzo».