Di Marco al dg: «I documenti esistono»

Il presidente del Cus risponde a Del Vecchio: chiederemo il pagamento al giudice ordinario
CHIETI. Il Cus vanta crediti nei confronti dell’università “d’Annunzio” senza avere i documenti? Lucchetti alle porte del Palacus messi quando dentro non c’erano più i bambini? Lo sport nelle strutture gestite dal Centro universitario sportivo solo ora diventato gratuito per tutti gli studenti universitari? Queste ed altre questioni sono al centro del nuovo atto del botta e risposta tra la d’Annunzio e il Centro sportivo universitario, da tempo ormai ai ferri corti. A rispondere stavolta è il presidente del Cus, Mario Di Marco, che nella sua replica intravvede un pericolo reale per l’università teatino-pescarese, quello di venir trasformata in una “arena per gladiatori”. CREDITI INESISTENTI? Secondo il presidente del Cus le pezze d’appoggio per richiedere il dovuto alla “d’Annunzio” ci sono eccome. E lo avrebbe riconosciuto anche la giustizia amministrativa. I crediti «sono tali e tanti», dice, «che abbiamo provveduto a depositarli oltre che ai professori componenti della commissione paritetica, ai due organi della giustizia amministrativa Tar e Consiglio di stato e anche in Procura. Vi ricordiamo ancora che già la sentenza del Tar teneva conto dei crediti da noi vantati. Il Consiglio di stato invece, alla penultima pagina della sentenza dell’08.04.2015, elenca i crediti del Cus per grandi gruppi indicando anche gli articoli del codice civile con i quali richiedere il pagamento al giudice ordinario».
Di Marco se la prende direttamente con il dg Filippo Del Vecchio e gli ricorda tutte le più grandi e onerose operazioni portate a termine per volontà della “d’Annunzio”: la riconversione creditizia (certificazione dei crediti sarebbe stata sottoscritta da Carmine Di Ilio in persona, quando non era ancora rettore), l’apertura di Scienze motorie, i kit forniti agli studenti, fino alle ultime operazioni per il Cums e il Ciapi. E a proposito del Ciapi aggiunge: «Il dg ai primi 40 milioni richiesti dovrà aggiungere anche quelli per la licenza del Ciapi, la creazione e la realizzazione del Sistema sportivo integrato, l’accreditamento della facoltà di Scienze dell’educazione motoria e tutte le altre voci più volte elencate».
IL CAMBIO DELLE SERRATURE Passando al cambio delle serrature al Palacus, «Il dg», continua Di Marco, «scrive che l’atto di forza per il cambio di serrature è stato portato avanti dal giorno di lunedì 15 giugno, omette però di aver apposto le catene ed i lucchetti alle porte antincendio e antipanico venerdì 12 giugno alle ore 16, come ampiamente dimostrato e documentato nella querela presentata ai carabinieri». Del Vecchio aveva sostenuto che al momento non c’erano bambini dentro gli impianti, Di Marco torna a ribadire che venerdì 12 giugno, quando le porte erano state bloccate, negli impianti c’erano proprio i bambini.
SPORT GRATIS AGLI STUDENTI Dopo l’episodio delle serrature, Del Vecchio ha fatto affiggere al Palacus cartelli a sua firma con su scritto “Proprietà privata”, dove si specifica, tra l’altro, che, tra le persone che possono entrare e usufruire delle strutture sportive, ci sono anche gli “studenti identificati con libretto universitario”. Proprio su questo permesso ironizza il presidente del Cus: «É bello scoprire che si vuole permettere agli studenti di fare sport gratuito. Purtroppo in questo caso il dg arriva tardi. Il servizio gratuito è stato fatto ininterrottamente dal 1998 e non solo al Palacus, che può soddisfare la richiesta di pochi studenti. L’università con la convenzione madre del 1999 modificata nel 2002 e rinnovata nel 2004 e che è tornata ad esplicare i suoi effetti, come scrive il Consiglio di Stato, ha garantito lo sport gratuito in tutte e due le città sedi universitarie coinvolgendo sul territorio palestre, piscine, campi da gioco per tutte le discipline oltre a tornei ed eventi».(a.i.)

