Di Marco-Del Vecchio, guerra dei lucchetti

14 Giugno 2015

Ateneo, il dg cambia le serrature al Palacus. L’altro lo denuncia e accusa: ha bloccato bimbi e universitari nella struttura

CHIETI. Porte antincendio e antipanico del Palacus bloccate con catene e lucchetti, mentre all’interno degli impianti sportivi c’erano 25 bambini e 50 studenti universitari. È successo nel pomeriggio di venerdì scorso nella struttura di via dei Vestini. Quando la dirigenza Cus se n’è accorta ha capito che non si poteva continuare a fare attività sportiva in quelle condizioni e ha fatto uscire gli ospiti dall’impianto. Passo successivo i carabinieri per sporgere querela contro il direttore generale dell’ateneo, Filippo Del Vecchio, per interruzione di pubblico servizio e attentato all’incolumità anche di minori.

L’episodio è avvenuto al termine di un nuovo periodo di tensione altissima tra Cus e ateneo causato dalla richiesta della dirigenza dell’ateneo di svolgere un campo estivo per i figli dei dipendenti universitari, nell’ambito delle iniziative del Crad (il Centro ricreativo dell’ateneo). La richiesta non ha avuto buon esito e così dall’università hanno cercato di riprendersi le chiavi della struttura sportiva che è di proprietà della “d’Annunzio” che, però, l’ha data in gestione al Cus, secondo quanto prevede una specifica convenzione. Non essendo riusciti a riprendersi le chiavi, nel pomeriggio si è provveduto al blocco delle porte.

DI MARCO VA IN PROCURA. Dopo una serie di richieste e dinieghi, giovedì scorso il presidente del Cus, Mario Di Marco, scrive al Comitato per lo sport presieduto dal rettore Carmine Di Ilio, ma invia la comunicazione anche alla Procura e alla Guardia di finanza. A Di Marco la richiesta del dg sembra, come scrive lui stesso, il tentativo da parte di Del Vecchio di voler perseguire «una forma di cogestione degli impianti sportivi a totale discrezione della direzione generale, dimenticando che gli impianti sono stati realizzati con fondi a carico del Miur derivanti dalla 394/77 e per tanto sotto l’egida del Comitato per lo sport».

Nella comunicazione Di Marco fa anche riferimento ai fondi del Miur per l’esercizio 2014 che, anziché arrivare nelle casse del Cus sarebbero stati trattenuti dall’ateneo. Su questo punto Di Marco dice di aver sporto querela all’autorità giudiziaria.

DEL VECCHIO BLOCCA LE PORTE. Il giorno successivo alla comunicazione del presidente del Cus, il direttore generale tenta di riprendersi le chiavi del complesso sportivo di via dei Vestini. «Verso le 12.30», dice Di Marco, «dipendenti dell’università “d’Annunzio” si sono recati al Palacus per provvedere alla sostituzione delle serrature».

Il Cus ha fatto subito barricate, chiamando anche il 112. L’arrivo dei carabinieri scoraggia i dipendenti dal portare a termine l’operazione. Ma alle 16 si ripresentano «questa volta», sottolinea Di Marco, «accompagnati dal responsabile del servizio legale dell’ateneo e provvedono ad applicare alle uscite catene con lucchetto, senza lasciare copia delle chiavi dei lucchetti.

In quel preciso momento si stava svolgendo il Camp organizzato dal Cus con 25 bambini, c’erano inoltre studenti e sportivi».

DI ILIO DIFENDE IL DG. «I figli dei nostri dipendenti volevano organizzare un campo estivo e avevano bisogno di quegli spazi che sono di proprietà dell’ateneo e che noi provvediamo a manutenere. Cos’altro fare?» ha commentato il rettore Di Ilio «se avessimo potuto utilizzare quegli spazi non sarebbe accaduto nulla».