Di Monte: un mio sogno? La pista ciclabile allo Scalo

17 Marzo 2015

I candidati sindaco/3. Intervista al leader della lista “Rinnoviamo Chieti” Cita Kennedy e lancia un appello ai cittadini delusi: «Ripartiremo da loro»

CHIETI. Roberto Di Monte, 50 anni a giugno, commercialista con un’esperienza da revisore dei conti a palazzo d’Achille tra il 2003 e il 2006, è il terzo candidato sindaco intervistato dal Centro. Sarà il portabandiera della lista civica “Rinnoviamo Chieti” che ha base operativa allo Scalo. Dove Di Monte conta di strappare il maggior numero di consensi con una squadra giovane ma ricca di professionisti navigati.

Quali sono le prime tre cose che farebbe per Chieti da sindaco?

«Innanzitutto bisogna riconciliare i cittadini con l’amministrazione pubblica altrimenti è inutile andare avanti. Ora sono tutti molto sfiduciati. Intere zone della città si sentono abbandonate. Dilagano maleducazione, illegalità e vandalismo ma non si sa a chi rivolgersi. Noi vogliamo ricucire il rapporto tra cittadini e amministratori in modo che, entrambi, possano darsi un aiuto reciproco. É nostra intenzione parlare con la gente, rispondere alle loro reali necessità con franchezza e onestà senza raccontare la balla dei tanti giovani da assumere in Comune. Un rinnovato spirito di appartenenza e di partecipazione può fare miracoli ed è quello a cui puntiamo. Gli altri candidati parlano di turismo, cultura e rilancio dell’economia. Tutte cose fondamentali anche se qualunque progetto andrà ad esaurirsi con una piccola distribuzione di incarichi e/o fondi se non si riesce a rinnovare lo spirito civico. Riadattando una celebre espressione di John Kennedy vorrei dire «non chiederti che cosa il Comune potrà fare per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per Chieti». La seconda priorità è dire basta alla cementificazione ingiustificata con l’obiettivo di rendere la città più ecologica e sostenibile possibile. Puntiamo ad una città con meno auto, vediamo bene la chiusura del centro storico e pensiamo a piste ciclabili sul lungofiume e nel centro abitato della vallata. Come terza cosa dobbiamo accertare le reali disponibilità economiche dell’ente. Abbiamo tante idee a costo zero ma per i progetti impattanti bisognerà fare i conti con la solidità delle casse del Comune. Non vendiamo fumo».

Chi teme di più alle urne? «Non mi piace parlare degli altri candidati. Temo di più i teatini che non si informano, quelli che si rassegnano, quelli che voteranno ancora per il parente o l’amico pur sapendolo incapace, quelli che ritengono che tutti i candidati siano della stessa pasta».

Chi teme di meno?

«Parlando sempre di elettori, sicuramente quelli che agiranno in buona fede e che voteranno la persona perché credono in lei e non per un tornaconto personale».

Ha donne in lista e, se sì, chi sono?

«La questione uomini e donne è solo un modo per non parlare dei problemi che affliggono entrambi i sessi. La nostra lista, comunque, abbonda di tutti e due i generi».

Quale percentuale pensa di prendere?

«Non abbiamo commissionato alcun sondaggio. Vogliamo cambiare il modo di amministrare la città e se i cittadini lo capiranno avremo la maggioranza dalla nostra parte».

Quanti abitanti risiedono allo Scalo dove, per molti, si decideranno le prossime elezioni?

«Se intendiamo per Scalo tutta la parte della vallata, da San Martino a Brecciarola, circa 35 mila».

Jari Orsini