Di Nunzio, si decide la scarcerazione

Oggi la Cassazione si pronuncia sul 72enne accusato di aver strangolato la moglie
LANCIANO . Saprà oggi se sarà scarcerato o meno Aldo Rodolfo Di Nunzio, 72enne accusato di omicidio, di aver strangolato con un filo elettrico la moglie Annamaria D’Eliseo il 15 luglio 2022 nella rimessa della loro abitazione all’Iconicella e dall’11 gennaio scorso rinchiuso nel carcere di Teramo. Ieri mattina c’è stata l’udienza alla Corte di cassazione in merito alla sua richiesta di scarcerazione avanzata dai legali Alberto Paone e Nicola De Fuoco, e oggi ci sarà l’esito. Gli avvocati hanno impugnato l’ordinanza con cui il 6 giugno scorso il tribunale del riesame dell’Aquila ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare in carcere e in subordine dei domiciliari con braccialetto elettronico ritenendo sussistente il pericolo di reiterazione del reato. Il “no” alla scarcerazione era arrivato pure dalla Corte d’assise di Lanciano dove è in corso il processo per omicidio volontario aggravato dal rapporto di coniugio che vede Di Nunzio imputato.
Ieri a Roma, dopo l’ampia relazione del consigliere relatore, hanno preso la parola il procuratore generale che ha chiesto il rigetto del ricorso e gli avvocati Paone e De Fuoco, che hanno evidenziato in primis il fatto che Di Nunzio è in carcere con un quadro cautelare identico a quello di un anno fa, quando il gip del tribunale di Lanciano e il riesame avevano stabilito l’insussistenza delle esigenze cautelari. E poi che non c’è pericolo di reiterazione del reato, visto che l’ex vigile del fuoco dal 15 luglio 2022 non si è mai allontanato da casa, è rimasto a completa disposizione degli inquirenti e non ha avuto condotte violente. Inoltre per i legali è tutta da verifica la perizia audio del consulente della procura Christian Franciosi, che ha portato all’arresto di Di Nunzio, secondo il quale in un file audio di sei secondi dell’impianto di videosorveglianza della casa si sentirebbe una voce femminile dire «Lasciami! Lasciami!». Voce che per il perito dell’ex vigile del fuoco invece sarebbe di un uomo e direbbe «Guarda me» e che, ad ogni modo, non può essere distinta visto che l’impianto è lontano decine di metri e non poteva registrare eventuali urla di Annamaria da un piano interrato. Oggi quindi l’esito della scarcerazione, mentre il processo riprenderà in Corte d’assise a Lanciano l’11 ottobre. (t.d.r.)
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