Di Paolo attacca la giunta: «Bilancio di lacrime e sangue»

6 Settembre 2015

CHIETI. Un bilancio di lacrime e sangue che graverà, esclusivamente, sulle tasche della cittadinanza. Il bilancio di previsione 2015 è stato licenziato nei giorni scorsi dalla giunta e Bruno Di Paolo,...

CHIETI. Un bilancio di lacrime e sangue che graverà, esclusivamente, sulle tasche della cittadinanza. Il bilancio di previsione 2015 è stato licenziato nei giorni scorsi dalla giunta e Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale, attacca. «Aspetto di vedere le carte ma a pagare saranno sempre e solo i cittadini. Leggo che il sindaco ha dichiarato che molti debiti sono stati ereditati. Bene, che iniziasse a fare finalmente nomi e cognomi di coloro che hanno distrutto Chieti», tuona Di Paolo, «magari anche con qualche segnalazione agli organi di giustizia. In caso contrario saremo di fronte alle solite scuse per nascondere la sua incapacità e far finire il tutto a tarallucci e vino».

L’esponente di Giustizia sociale teme, insomma, che il bilancio 2015, che prevede un taglio di circa 10 milioni di euro di spesa ed aumenti significativi del costo di alcuni servizi come acqua e mense scolastiche, rappresenti il classico colpo di grazia per la città.

«Voglio valutare con attenzione il bilancio in commissione, ma se le cifre che rimbalzano da settimane verranno confermate», afferma Di Paolo, «saremo di fronte a un bilancio di lacrime e sangue, considerando che arriveranno ulteriori tagli verticali che minacciano di mandare ancora più in difficoltà il capoluogo teatino già bloccato, da anni, da politiche sbagliate». Poi sul debito da oltre 27 milioni di euro contratto dall’ente ed accertato dai revisori dei conti che sarà spalmato in trent’anni, Di Paolo non usa giri di parole: «Non è possibile continuare a gestire la cosa pubblica in questo modo. In commissione ed in consiglio», annuncia, «farò battaglia affinché questo stato di cose possa finalmente cambiare nell’interesse di tutti. Ora basta far pagare ai cittadini l’incapacità della politica teatina».

Jari Orsini

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