Di Paolo pronto a correre: o farò il sindaco o niente

4 Marzo 2020

Il consigliere lancia la sfida: andrà da solo o proverà a guidare il centrosinistra «Nella lista di Giustizia Sociale non metteremo gli amministratori uscenti»

CHIETI. «Noi di Giustizia Sociale siamo contesi: ci vogliono al centrosinistra e ci vogliono anche al centrodestra». Bruno Di Paolo, consigliere comunale uscente, è pronto a lanciare la sua sfida: correre un’altra volta a sindaco. Nel 2015, Di Paolo ha preso il 9%. Ora sono due le ipotesi: la prima è candidarsi alla guida della sua lista civica e sfidare tutti gli altri; la seconda è tentare la scalata al centrosinistra. «È ancora presto», commenta Di Paolo, vicesindaco con la prima amministrazione Di Primio, «e le possibilità sono tante. Al momento, la cosa certa è che non siamo disposti ad arretrare sulle nostre idee che dovranno prevalere sui nomi dei singoli e anche sulle alleanze. Finora, i nomi proposti non ci sono piaciuti perché hanno fatto da contorno in passato a un’amministrazione segnata dagli errori. Non bisogna più rincorrere il quotidiano ma è necessario avere una visione di città per i prossimi 10 anni». Sul fronte del centrosinistra, Di Paolo non ha appoggiato Stefano Rispoli e non vuole sostenere nemmeno Diego Ferrara.
Di Paolo o sarà candidato sindaco o non sarà affatto candidato come «segnale di rinnovamento»: «L’ideale», spiega, «sarebbe, così come faremo noi di Giustizia Sociale, non candidare alla prossima tornata elettorale nessun consigliere uscente, me compreso, per dare ai cittadini di Chieti un segnale di rinnovamento politico-istituzionale vero e non solo a chiacchiere. Non è la prima volta che noi di Giustizia Sociale promuoviamo questa idea e tuttavia non ci stupiamo che nessuno abbia mai risposto al nostro invito». Di Paolo lancia la proposta di un «patto d’onore» a partiti e liste civiche: «Si potrebbe almeno addivenire ad una sorta di patto d’onore tra tutte le forze politiche cittadine che sancisca in maniera inequivocabile che i consiglieri con due o più mandati alle spalle non debbano essere ricandidati. Basta con i soliti slogan del tipo: “largo ai giovani”, “cambiamo la classe dirigente”, “ascoltiamo la voce della base” con cui i politici buttano fumo negli occhi ai cittadini. La verità», prosegue Di Paolo, «è che, ancora una volta, oggi sono in tanti i consiglieri comunali di “lungo corso” che disinvoltamente si propongono come il nuovo che avanza, proclamando cambiamenti di ogni genere solo per riassicurarsi ancora una volta un comodo posto a Palazzo d’Achille». La proposta di Giustizia Sociale è che non si possa sedere in Comune per più di due mandati: «Dieci anni», osserva Di Paolo, «sono più che sufficienti ad agire in difesa della città e a lasciare un’impronta del proprio lavoro, se si è davvero degli abili amministratori. Auspichiamo che gli altri partiti riescano a cogliere il senso positivo della nostra proposta di non oltre due mandati e poi tutti a casa».