Di Paolo solo in aula

Bilancio: il consiglio salta. Primarie: Di Stefano frena il sindaco
CHIETI. Tra gli 80 euro e la diffida del sindaco, Marco Di Paolo, sceglie... i soldi. E si presenta nell’aula consigliare, come il giapponese, anzi il marò, visti i suoi trascorsi, sull’isola deserta. «Ma non prenderò il gettone di presenza», precisa l’ammutinato della truppa del sindaco, Umberto Di Primio, che rimane sul Corso mentre in aula fanno l’appello. Così il consiglio sul bilancio, come da copione, salta a domani. L’sms inviato venerdì da Di Primio ai suoi (“Lunedi puntuali alle 9,30!”) ha avuto un effetto doppio. Primo: ha funzionato per tutti (o quasi). Secondo: è il test del collante. Ha dato al sindaco il polso del centrodestra che si è attenuto al suo diktat sul voto del bilancio che domani passerà. Ma la vera partita resta quella delle primarie sì-primarie no. Di Primio tenta la fuga in avanti. Sfida Mauro Febbo ma scende subito in campo Fabrizio Di Stefano che dà l’altolà al sindaco anti-primarie. «Nulla è ancora deciso», gli dice. Domani verrà a Chieti (quasi come a Canossa) Nazario Pagano per il coordinamento provinciale. E giovedì andrà in scena l’atto secondo dell’incontro di qualche giorno fa finito con un buco nell’acqua. «Dobbiamo essere certi della compatezza del centrodestra», dichiara Di Stefano: «Quali sono le posizioni vere di Udc e Fratelli d’Italia? Di Primio è valido ma se ci dovessero essere scollamenti le primarie sono necessarie». La traduzione è: caro sindaco niente fuga solitaria. Che in realtà non dispiace a Forza Italia perché, in caso di debacle primaverile, può sempre dire: tutta colpa di Di Primio.(l.c.)

