Di Primio e Raimondi si scontrano sul progetto Megalò 3

Le domande della Confcommercio agli otto candidati sindaco Di Monte rivela: dietro 150 assunzioni una società con 10 euro
CHIETI. Un “no” deciso alla moltiplicazione di Megalò, la creazione di centri commerciali naturali nel cuore urbano del centro storico e dello Scalo, la riqualificazione di piazza San Giustino che deve tornare ad essere pedonale e l’abbassamento delle tariffe della sosta a pagamento. Immancabile un cenno al progetto In.Te. con Roberto Di Monte, candidato sindaco di Rinnoviamo Chieti, che tuona. «L’azienda che ha promesso 150 assunzioni- attacca- ha un capitale sociale di appena 10 euro. Basta effettuare una visura alla Camera di commercio per rendersene conto». Gli otto candidati a sindaco si sono confrontati in un dibattito promosso da Confcommercio all’hotel Iacone. L’associazione di categoria, presieduta da Marisa Tiberio, ha interrogato gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino in un incontro pubblico che si è svolto martedì sera all’interno dell’hotel Iacone. Gremito da commercianti e, soprattutto, da una cospicua rappresentanza dell’esercito degli oltre 600 candidati che si sfideranno tra loro alle urne il prossimo 31 maggio. «Vogliamo che i commercianti- afferma Tiberio- vi conoscano meglio. Siete tanti e molti di voi sono alla prima candidatura». I temi trattati, ovviamente, sono quelli di sempre cari ad una categoria che chiede a gran voce al Comune un supporto concreto in termini di sgravi fiscali e di progetti di rilancio a lungo raggio. Non a caso Confcommercio ha invitato i suoi associati a riempire una scheda per fornire “la mia proposta per il commercio teatino”. Sono stati un centinaio i prestampati compilati con le idee più significative rivolte ai candidati a sindaco dal giornalista del Centro Lorenzo Colantonio. Non sono mancate le grida di dolore con qualche commerciante che ha scritto “risvegliate Chieti dal sonno profondo” a cui si aggiunge un più drastico “nessuno ci ascolta, diciamo le stesse cose da anni. Vorremmo sapere cosa la politica vuole fare.” Detto e fatto. Gli otto candidati a sindaco non si sono sottratti anticipando le proprie iniziative per restituire vigore alla città e, di conseguenza, alla sua economia. Il primo tema affrontato è stato quello dei mercati, troppi per alcuni mentre altri non condividono che il mercato del venerdì continui a svolgersi lungo corso Marrucino. Ottavio Argenio, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, precisa. «Il mercato è un valore da tutelare, ma ci sono problemi di spazi da risolvere. Noi vediamo di buon occhio un mercato nel quartiere Villaggio Mediterraneo». Enrico Raimondi, candidato sindaco di L’Altra Chieti e Sel, dice la sua. «Io toglierei il mercato dal Corso, che intralcia residenti e commercianti a posto fisso, riportandolo alla villa comunale». Antonello D’Aloisio, aspirante sindaco in quota Noi con Salvini e Pli, aggiunge. «Anche gli ambulanti hanno diritti da difendere. Piuttosto ottimizziamo sosta e parcheggi». Il sindaco Umberto Di Primio ribatte. «Il mercato alla villa non è possibile. I quattro mercati attuali, divisi equamente tra Colle e Scalo, vanno bene, serve soltanto affinarne l’organizzazione». Bruno Di Paolo, candidato sindaco di Giustizia sociale, punta sull’allestimento di mercati rionali e lancia una provocazione. «Io sono per il posto mobile anche per i commercianti a posto fisso in modo da vivacizzare il commercio teatino». Roberto Di Monte promuove i mercati dello Scalo mentre Luigi Febo, candidato della coalizione di centro sinistra, commenta. «Il mercato deve essere una forza del centro storico e un aiuto per il commercio fisso». Chiude il primo round Donato Marcotullio, candidato sindaco di IdeAbruzzo. «Lascerei il mercato in centro e non vedo di buon occhio un mercato al Villaggio Mediterraneo, una zona della città in abbandono». La discussione si è accesa sul tema, scottante, della grande distribuzione che ha fatto segnare il battibecco tra Di Primio e Raimondi. Il primo ha imputato al secondo di aver dato il via libera, salvo poi correggersi, al raddoppio di Megalò durante la legislatura di centrosinistra. Il secondo, livido di rabbia, ha replicato ricordando il suo voto contrario e accusando il sindaco di aver dato il lasciapassare a Megalò 3, finito al centro di uno scandalo giudiziario. Tutti i candidati, alla fine, sono convenuti sull’esigenza di frenare l’insediamento della grande distribuzione sul territorio favorendo la realizzazione di centri commerciali naturali sul Colle e allo Scalo per riscoprire, così, la qualità dei negozi di vicinato. Di Paolo ha tacciato Di Primio, vicino di banco nella serata voluta da Confcommercio, di aver aumentato le tasse ai commercianti teatini. «Il 60% di loro, secondo un’indagine del centro studi di Cna, lavora- sostiene- per pagare le tasse». Marcotullio, invece, riportando quanto fatto dalla Confcommercio di Vicenza, propone un abbassamento dell’Imu per coloro che affittano i locali commerciali a prezzi equi. Di Monte suggerisce una rimodulazione delle tasse con la valorizzazione dei rifiuti prodotti da fiorai e macellai, i più tartassati dall’attuale imposta sulla nettezza urbana. Il dibattito, con ritmo frenetico, è stato poi spostato sulla volontà, o meno, di liberare dalle auto piazza San Giustino. Un’impellenza per tutti gli aspiranti sindaci, con Febo che ha ribadito la volontà di recuperare, in caso di elezione, il progetto di restyling redatto quando era assessore ai lavori pubblici, al pari della creazione di un parcheggio multipiano in grado di soddisfare la richiesta di posti auto che c’è in città. Si è parlato, in tal senso, del bando del project financing di via Ciampoli che doveva regalare 400 nuovi posti auto al Colle, andato deserto per tre volte, con il sindaco che ha polemizzato con Febo sul contratto ventennale, in risoluzione, stipulato dal centro sinistra con la società Ecoesse, ora Blu Parking. Alla quale i commercianti chiedono di abbassare i costi della sosta. «Si può fare con tariffe più elevate nel centro del Colle e dello Scalo e prezzi agevolati nei parcheggi periferici», è il pensiero comune dei candidati a sindaco.
C’è spazio anche per una denuncia, avanzata dal pubblico in sala, sullo stallo del progetto In.Te, chiamato a riportare insediamenti produttivi in via Piaggio, dove prima sorgeva la cartiera Burgo. «L’azienda pronta ad assumere 150 persone, di cui molti ex lavoratori Burgo, ha un capitale sociale - tuona Di Monte- di 10 euro. Di cosa parliamo?». Il confronto si chiude con l’augurio di avere un futuro assessore al commercio competente in materia. «Soltanto in questo caso- spiega Tiberio- sarà possibile lavorare insieme per il rilancio del commercio a Chieti».

