«Di Primio “insabbia” le nostre proposte»
CHIETI. «Che senso ha convocare i consigli comunali per la discussione degli ordini del giorno e delle mozioni presentate dai consiglieri se poi il sindaco e la giunta non danno alcun seguito alla...
CHIETI. «Che senso ha convocare i consigli comunali per la discussione degli ordini del giorno e delle mozioni presentate dai consiglieri se poi il sindaco e la giunta non danno alcun seguito alla volontà espressa dal consiglio?» È questo lo sfogo del capogruppo di Giustizia Sociale Bruno Di Paolo, tanto da parlare anche di proposte di deliberazione «insabbiate sistematicamente in commissione con le scuse più disparate». Fra le più ricorrenti, continua Di Paolo, «la mancanza del parere del dirigente che o è in ferie o è in malattia», concludendo che «nei fatti, l’indirizzo politico espresso dal consiglio comunale non ha nessun valore, nemmeno a livello morale» e, soprattutto, «ogni scusa diventa buona per bloccare le iniziative dei consiglieri, specie se di minoranza». Di Paolo non le manda a dire: si chiede se il sindaco Umberto Di Primio voglia così «umiliare costantemente il consiglio e ridimensionare la figura istituzionale del consigliere», poi porta alcuni esempi di mala amministrazione. I cittadini starebbero ancora aspettando l’attivazione della diretta streaming dei lavori dell’assise civica, da lui richiesta oltre un anno fa. Così come non si hanno notizie dell’esito dell’impegno assunto per la predisposizione (entro il 30 giugno) del “P.e.b.a. – Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche – su iniziativa di Giustizia Sociale, come nulla sulla proposta, sempre del gruppo di Di Paolo, di istituire l’albo degli artisti della città ArtiCh, per «promuovere i professionisti teatini e a garantire all’ente collaborazioni di prestigio a costi contenuti, per l’organizzazione di manifestazioni ed eventi». Insomma per Di Paolo «si va avanti con una gestione basata sul “taralluccio e vino” e sul “tirare a campare”».(e.r.)

