Di Primio: noi difenderemo questa città

Pienone nella piazza delle idee. Il candidato del centrodestra: ci hanno attaccato distribuendo vecchi articoli di giornale
CHIETI. Non voleva essere un comizio tradizionale, ma un momento dove parlare di idee e programmi in quella che non a caso è stata ribattezzata la piazza delle idee. Il sindaco Umberto Di Primio ieri sera è tornato a riempire piazza Malta, che con Maltattack e la no tax area, ha messo in campo alcune delle idee simbolo della rinascita della città, sia dal punto di vista commerciale che da quello di rivitalizzazione, soprattutto giovanile. La parte programmatica, però, ha dovuto per forza cedere il passo a quella più avvelenata da comizio elettorale, perché il sindaco ha voluto ripercorrere gli ultimi scorci di infuocata campagna elettorale. E lo ha fatto con un bersaglio polemico privilegiato, anche rispetto al candidato sindaco di centrosinistra Luigi Febo, vale a dire il suo ex vice sindaco Bruno Di Paolo, con il quale non a caso è finita a querele. «Vi racconto cosa abbiamo dovuto subire in questi giorni», ha attaccato Di Primio, «ci hanno inondati di volantini tirando fuori vecchi articoli di giornale. Ma vorrei precisare che io non sono mai andato sotto processo come ci è andato chi fa quei volantini». «La verità è che due domeniche fa», ha continuato, «il centrosinistra è andato alle urne pensando di stare 8 punti avanti e ha scoperto di starne 7 dietro. Questo perché qualcuno ha pensato di poter vincere le elezioni semplicemente facendosi due fotografie. Noi siamo andati tra la gente facendo sentire la nostra voce, pochi invece conoscono quella del candidato sindaco perché non fa comizi e quando li fa chiama qualcuno a parlare al posto suo». Motivo per il quale Febo viene anche ribattezzato “il candidato ventriloquo”. La voce che parla al posto suo è ovviamente quella del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che Di Primio vuole rimandare a Pescara lungo il fiume non più con una canoa, «ma con una chiatta un po’ più grande per metterci sopra anche i suoi amici». Perché «hanno lanciato un’opa sulla nostra città per farla diventare un contrada di Pescara». Di qui il tema della difesa della città, che è stato il leitmotiv di tutta la campagna elettorale di Di Primio. Il sindaco, però, corregge un po’ il tiro: «Difesa non vuol dire arroccarsi in una chiusura, ma far diventare Chieti protagonista in regione». E continua: «Difesa vuol dire che ai dipendenti delle case di riposo non gli si dica che gli stipendi si pagano prima delle elezioni ma sempre ogni mese. Vuol dire recuperare la Carichieti». «Noi vogliamo trasformare Chieti nella capitale culturale del Medio Adriatico», ha continuato parlando di programmi, «mettendo a sistema gli eventi culturali e i nostri musei» e a questo punto il sindaco ha citato un personaggio generalmente accostato al centrosinistra, l’avvocato Paolo Ciammaichella «che ho incontrato prima e che è stato un ispiratore di molti eventi culturali». Prima ancora aveva citato il consigliere comunale uscente, non ricandidato, Enrico Bucci, additato come esempio di attaccamento alla città, «quell’attaccamento su cui imposteremo il nostro futuro». Quanto al suo ex braccio destro, Di Paolo, il sindaco ha ripetuto le accuse degli ultimi giorni, le stesse accuse che gli sono valse una querela per diffamazione da parte di Di Paolo.
«Lo ringrazio», ha detto Di Primio, «con quella querela ci faccia ora un volantino».
E sull’argomento ha aggiunto le accuse contro Di Paolo che gli facevano quando era ancora il suo vicesindaco quegli stessi esponenti del centrosinistra che ora lo hanno chiamato a sostenerli.
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