Di Primio ordina la pulizia con... tre anni di ritardo

26 Luglio 2015

Il sindaco intima all’imprenditore Leombruni di mettere in sicurezza il sito Ma nel 2012 il giudice Medica lo aveva giù scritto sulla sentenza di condanna

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio ordina a Domenico Leombruni, amministratore della Serveco srl, titolare della prima autorizzazione allo stoccaggio provvisorio di rifiuti speciali, di mettere in sicurezza l’area della discarica bruciata a colle S. Antonio e gli dà 15 giorni di tempo per portare a termine le operazioni. L’ordinanza è la numero 5 del 24 luglio. Contiene solo due prescrizioni. La prima riguarda “l’adozione tempestiva e immediata di ogni necessario atto e azione per mettere in sicurezza l’area e i rifiuti tuttora stoccati nel sito, il tutto entro e non oltre 15 giorni dalla notifica del presente atto, pena l’azione sostitutiva in danno come per legge”. La seconda prescrizione obbliga invece ad “individuare a proprie spese e mediante indagine preliminare, i parametri oggetto di inquinamento anche al fine di accertare il superamento o meno delle soglie di contaminazione e a proporre, ove risultassero superate, progetto di bonifica del sito contaminato con relativo cronoprogramma di intervento”. L’ordinanza avvisa anche che ci sono 60 giorni di tempo per presentare ricorso al Tar e che è anche ammesso ricorso straordinario al Presidente delle Repubblica entro 120 giorni dalla pubblicazione dell’atto all’albo pretorio comunale. E dunque, secondo l’ordinanza, tocca al proprietario mettere in sicurezza l’area, analizzarne il contenuto, vedere se si sono superate le soglie di contaminazione e, se così è accaduto, provvedere alla bonifica. Se il privato non dovesse ottemperare ai suoi obblighi, sarà il Comune ad intervenire in sostituzione, rivalendosi economicamente su di esso. Le due settimane concesse di tempo fanno capire che il sindaco vuole muoversi in fretta. Peccato che lo abbia fatto a tre anni dalla sentenza del 2012 del giudice Patrizia Medica che prevedeva esattamente un percorso del genere. E che è rimasta ignorata da tutti. Anche dal Comune che ora tenta di recuperare tempo e faccia verso centinaia di cittadini ancora molto preoccupati.