Di Primio: via Piaggio un anno di false promesse

Il sindaco contro D’Alfonso per i lavori da 600mila euro sulla strada piena di buche «Solite chiacchiere, la città aspetta i fondi dalla Regione ma non arrivano mai»
CHIETI. È scontro aperto tra il sindaco di Forza Italia Umberto Di Primio e il presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso, candidato al Senato, sui lavori alle buche di via Piaggio. A D’Alfonso che, giovedì scorso, si è presentato a Chieti per la seconda volta in tre mesi per annunciare che «ad aprile» partiranno i lavori del nuovo asfalto da 600mila euro, risponde Di Primio: «D’Alfonso, candidato, viene a Chieti per certificare che fino a oggi nulla ha fatto per l’area industriale, se non regalarci commissari “signor sì” incapaci di decidere e risolvere le problematiche dell’area e delle aziende. D’Alfonso continua a promettere finanziamenti che, deliberati da un anno, non ancora vengono messi a disposizione per realizzare opere fondamentali», afferma Di Primio che, ieri alla Casina dei Tigli, ha partecipato con lo stato maggiore del centrodestra a un incontro con Giancarlo Giorgetti, vicesegretario di Lega - Salvini Premier.
«Buon senso e rispetto istituzionale», dice Di Primio, «dovrebbero indurre chi è candidato ad astenersi dallo sbandierare promesse già sentite e propinate ai cittadini teatini e abruzzesi». Oltre a via Piaggio, D’Alfonso ha assicurato che tornerà il città il 19 o il 20 febbraio per un altro annuncio riguardante un’«opera pubblica attesa da trent’anni». «Continuiamo a trovarci di fronte alle solite anticipazioni e alle consuete chiacchiere di D’Alfonso che», afferma il sindaco, «la città di Chieti, purtroppo, colleziona in un compendio in cui sono inseriti anche i tanto sbandierati fondi del Masteplan che dovrebbero servire a realizzare opere strategiche per Chieti e l’Abruzzo, ma di cui ancora non c’è traccia. Solo parole, insomma, a metà tra il cantato e il recitato sembra essere l’adagio interpretato da D’Alfonso che, per non subire il giudizio dei cittadini dopo la fallimentare esperienza in Regione, tenta la fuga a Roma».

