Di Prinzio: ecco le carenze dell’ospedale

18 Dicembre 2020

Guardiagrele, il sindaco denuncia i problemi del presidio: radiologia attiva solo 6 ore, manca l’ecografo

GUARDIAGRELE. Con una lettera inviata al direttore generale Asl Thomas Schael, il sindaco Donatello Di Prinzio denuncia le carenze del presidio ospedaliero guardiese. «Da tempo», sottolinea Di Prinzio nella missiva, «mi arrivano lamentele da parte di cittadini, per alcuni problemi riscontrati in ospedale. In particolare, viene segnalato il ridotto funzionamento della radiologia, attiva solo per sei ore al giorno, il non funzionamento del macchinario per le radiologie, guasto da alcuni mesi e non riparabile, e il mancato acquisto di un nuovo apparecchio, da tempo atteso. In molti lamentano la mancanza di un ecografo, da utilizzare tramite prenotazioni al Cup». Alla luce di questi problemi, il sindaco chiede alla Asl l’attivazione del servizio radiologia per almeno 12 ore giornaliere con l’utilizzo continuo della Tac, anche in riferimento ai pazienti Covid che necessitano di diagnosi toraciche, l’acquisto della necessaria strumentazione per le radiografie e l’acquisto di un nuovo ecografo». Di Prinzio prosegue: «Il servizio dialisi è da sempre operativo a Guardiagrele, ma negli ultimi tempi, non ha rinnovato i reni artificiali e ad oggi, vede in funzione 6 reni artificiali, utilizzati soltanto per 3 giorni a settimana. In questo modo, nei restanti giorni, i pazienti sono cosi costretti a recarsi a Ortona, con un aggravio di tempo e di costi per i familiari. Per giungere a una soluzione», sottolinea Di Prinzio, «chiediamo la ristrutturazione del reparto dialisi con nuovi reni artificiali, per coprire 10 postazioni, da utilizzare per sei giorni a settimana. Per quanto riguarda poi le sale operatorie, che vengono utilizzate solo per poche ore alla settimana, sollecitiamo l’utilizzo delle stesse, nei sei giorni settimanali, per piccoli interventi ambulatoriali».
Il primo cittadino, nella lettera inviata al direttore generale, evidenzia che «al distretto sanitario mancano gli ambulatori di neuropsichiatria infantile, cardiologia, neurologia e geriatria e che altri ambulatori sono poi utilizzati solo per poche ore a settimana. Al Ppi», sottolinea Di Prinzio, «il Poct esistente, ormai obsoleto, non dà refertazioni attendibili, tanto che i medici, sono costretti a smistare i pazienti anche per delle analisi che potrebbero essere eseguite dal Poct in altri pronto soccorso, creando ulteriori intasamenti. Per questo occorre quindi acquistare anche un nuovo Poct. Poi, sarebbe opportuno», conclude Di Prinzio, «riunire tutta la psichiatria al terzo piano, cosi da rendere libero il secondo piano ed utilizzarlo per le degenze no Covid, in modo da alleviare il carico sui reparti dell’ospedale di Chieti».
Giovanni Iannamico