Di Prinzio: sulla nuova scuola trovate tante difficoltà
GUARDIAGRELE. Sulla costruzione della nuova scuola media è botta e risposta tra il sindaco Donatello Di Prinzio e il suo predecessore Simone Dal Pozzo. «Purtroppo», afferma Di Prinzio, «gli attacchi...
GUARDIAGRELE. Sulla costruzione della nuova scuola media è botta e risposta tra il sindaco Donatello Di Prinzio e il suo predecessore Simone Dal Pozzo. «Purtroppo», afferma Di Prinzio, «gli attacchi quotidiani sulla scuola dell'ex sindaco continuano, insieme alla sua abilità di mettere tensione sui cittadini. Parlare di cantiere fermo o che va a singhiozzo e della delocalizzazione della scuola media, come fatto politico, è da irresponsabili, da chi non vive la realtà dei fatti. È bene evidenziare», sottolinea Di Prinzio, «che la situazione economica degli ultimi due anni ha creato notevoli difficoltà a tutti, sopratutto agli enti pubblici per la realizzazione delle opere, tant'è che quasi tutti i cantieri in Italia sono fermi o stanno avendo drastici rallentamenti». Il primo cittadino ricorda che la pandemia ha fatto lievitare i costi dei materiali nel 2021, che oggi sono ulteriormente aumentati con la guerra, tant'è che il governo ha dovuto emanare decreti per andare incontro alle imprese.
«Tutto questo», osserva Di Prinzio, «ha fatto bloccare i cantieri, compreso quello di ricostruzione della scuola dei Cappuccini. Va detto però, che ora, con la giusta mediazione dei tecnici comunali e dell'amministrazione, si stanno trovando soluzioni, affinché l' impresa possa riprendere i lavori per portarli a compimento». Il sindaco precisa inoltre che il progetto, che risale al 2018, non era validato. «Infatti», evidenzia Di Prinzio, «non era stata individuata nessuna struttura provvisoria per trasferire le aule durante il periodo dei lavori, per accogliere circa 350 alunni e i servizi connessi. Tutte queste carenze non considerate dalla precedente amministrazione, hanno portato decisione di delocalizzare la scuola. Aggiungo che le somme previste nel progetto del 2018, già nel 2020 non erano più sufficienti per cui occorreva rivedere il progetto, con ulteriori spese che non si potevano disporre. Nella delibera di indirizzo per la delocalizzazione abbiamo dato indicazioni per accedere ai fondi del Gse, per costruire un edificio a impatto zero, altamente efficiente sotto il profilo energetico. Oggi posso dire che abbiamo visto bene, con la crisi energetica. Abbiamo avuto alcune ostruzioni nella fase di progettazione ed ancor più pesante è stato il ricorso al Tar, per il reintegro del vincolo per l'esproprio, che ci ha fatto perdere molto tempo. Il susseguirsi di questi ostacoli, in un arco temporale cosi breve, mi lascia molto perplesso».

