Di Stefano accusa: Febbo non risolve i problemi in città

Il candidato del centrodestra: l’assessore fa rumore per nulla, si chiama fuori dai grandi temi con la scusa delle competenze
CHIETI. Mancano 17 giorni alle elezioni per il dopo Di Primio e si alza la polemica. Ormai è scontro tra il centrodestra radunato intorno a Fabrizio Di Stefano della Lega e il polo civico fondato da Mauro Febbo e Alessandro Marzoli in appoggio a Bruno Di Iorio. I toni distensivi dei giorni scorsi, ormai, sono soltanto un ricordo. All’attacco di Febbo, l’assessore regionale autosospeso da Forza Italia, replica Di Stefano: «Ma perché tanto livore? Ma perché tanto acredine?», si chiede l’ex deputato e senatore, «io non comprendo come mai l’assessore che contesta la candidatura del centrodestra si comporti così e francamente mi dispiace. Le diversità politiche non dovrebbero far dimenticare anche i trascorsi personali. Ma tant’è. E così», prosegue Di Stefano, «dopo aver cercato a destra e manca un candidato alternativo, alla fine, ha tirato fuori “il panchinaro”». È la seconda volta che Di Stefano si riferisce così per definire Di Iorio: secondo l’ex parlamentare, la prima scelta di Febbo sarebbe stata Maurizio Formichetti e con il passo indietro del funzionario della prefettura il polo civico avrebbe schierato il medico Di Iorio. Di Stefano prosegue parlando ancora di Febbo: «Capisco che il sindaco Cucullo lo definiva “cannoncino” ma adesso sembra più una vecchia spingarda: tanto rumore per nulla».
Tra i fronti della polemica, c’è la mancata riapertura del palazzo dello studente della Regione alla villa, chiuso da 11 anni. Queste le parole pronunciate da Febbo: «Di Stefano non ricorda che il sottoscritto è stato ed è assessore regionale, ma mai ha avuto la delega al patrimonio o ai lavori pubblici a cui spetta di intervenire per il ripristino del Palazzo dello studente». Di Stefano risponde così: «Dice che “le mattonelle rosse” da riconsegnare alla città dopo 11 anni non sono di sua competenza e quindi lui non se ne interessa. È come dire che siccome la sanità non è di sua pertinenza, nemmeno il recupero dell’ospedale è di suo interesse (salvo poi andare in campagna elettorale a cercare e trovare consensi). E lo stesso vale per le opere pubbliche previste nel Masterplan visto che sono di competenza delle infrastrutture. E così potremmo parlare per le problematiche degli Istituti riuniti e per tanto altro ancora che esulano le sue competenze specifiche. Ma allora mi domando da teatino: a che serve avere un assessore nato a Chieti e residente a Chieti?».
Oggi alle 11, nella sede del comitato elettorale di via Herio, Di Stefano presenterà la lista Ideabruzzo, fondata da Donato Marcotullio. (p.l.)

