Di Stefano attacca la Sasi «Assume senza concorso»

23 Agosto 2015

Il deputato forzista chiede l’intervento della Regione e invoca le dimissioni del presidente della società Scutti. «Pronto anche ad andare in Procura»

LANCIANO. Si è rivolto alla commissione di vigilanza della regione Abruzzo ed è pronto a presentare un esposto alla procura, o di Vasto o di Chieti, se il cda della Sasi dovesse andare avanti con l’opera di stabilizzazione di circa 60 lavoratori precari. E’quanto ha fatto, e promette di fare, il deputato Fabrizio Di Stefano (Fi) che sulla questione delle assunzioni senza concorso in Sasi di circa 60 dipendenti, chiede anche le dimissioni del presidente della Sasi, Domenico Scutti. E, se le dimissioni non dovessero arrivare, il parlamentare forzista ha chiesto che siano i sindaci di centrosinistra, gli stessi che hanno eletto due anni fa Scutti, a rimuoverlo, per evitare di continuare «ad essere complici» di quanto sta accadendo nella società che gestisce il servizio idrico in 92 comuni chietini. «La Sasi è alla deriva» ha detto Di Stefano «depuratori sequestrati, con danni ingenti per l’ambiente e il turismo, servizio idrico all’anno zero e inesistente nel Vastese, con altri problemi sempre sul fronte turismo, bilanci impugnati in tribunale (il bilancio Sasi 2010 porterà a processo, il 12 ottobre, il presidente Scutti e il suo ex cda accusati di presunto concorso in false comunicazioni nel consuntivo, ndc)».

Inchieste, problemi a cui si aggiunge la manovra di stabilizzazione, sempre secondo il deputato, di poco meno di 60 lavoratori assunti senza concorso. Operazione che sarebbe in atto in questo periodo di ferie, proprio per passare inosservata. «C’è stata a cavallo di ferragosto una riunione di Scutti con alcuni sindaci del centrosinistra» ha raccontato Di Stefano «in primis gli amministratori di Lanciano e di Vasto, per programmare la stabilizzazione. Tutti sappiamo che c’è la legge regionale che obbliga la Sasi a fare concorsi, anche per assumere persone con contratti a tempo determinato. Questo non è mai avvenuto e nel frattempo ci sono state molte assunzioni di persone interinali. Tra questi precari ci sarebbero dei consiglieri di alcuni comuni di centrosinistra o di loro parenti. Già aver loro prolungato sempre i contratti è stato illegittimo, figuriamoci ora cosa sarebbe assumerli a tempo interminato».

Da qui la richiesta di vederci chiaro con l’intervento della Regione, della commissione di vigilanza. «Che convochi Scutti e si faccia spiegare cosa sta accadendo» ha precisato il politico di centrodestra «poi, se dovessero andare avanti, procedere con quella che è una spartizione di assunzioni nel centrosinistra, informerò la Procura. O di Vasto o di Chieti, perché molti di questi consiglieri sono di paesi del Vastese e dell’Ortonese».

La speranza di Di Stefano è di non dover arrivare in procura; sarebbe l’ennesimo esposto contro la Sasi che ne ha già altri che riguardano gli appalti e i depuratori sequestrati. «Chiedo le dimissioni di Scutti e al centrosinistra di sostituirlo con persone più competenti», ha chiuso Di Stefano «e con meno interessi visto che Scutti ricordo essere anche membro della Jericho, una società che ha avuto appalti in Sasi. Chiedo subito che venga bloccata la stabilizzazione che, oltre a essere illegittima, peserebbe in modo negativo anche sui bilanci, che pure hanno diversi problemi».

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