Di Stefano: avanti con la Lega resto io l’unico candidato sindaco

2 Febbraio 2020

L’ex parlamentare indicato da Salvini non cede alla richiesta delle primarie di Forza Italia «Già al lavoro per rilanciare la città: patto con l’università e nuovi parcheggi all’ospedale e in centro»

CHIETI. Sono passati 42 giorni dall’annuncio del capo della Lega Matteo Salvini durante la sua parata al Supercinema: finora, resta l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano il candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali in programma tra fine maggio e inizio giugno. La Lega non si muove dall’ipotesi Di Stefano, appoggiata dall’Udc di Andrea Buracchio e dal sindaco uscente Umberto Di Primio e anche da Fratelli d’Italia attraverso la formula della non contrarietà inventata da Etel Sigismondi e Antonio Tavani, coordinatore regionale e provinciale di Fdi. Per adesso, gli unici a dire no sono quelli di Forza Italia: l’assessore regionale Mauro Febbo continua a premere per le primarie di coalizione. Domani all’Aquila secondo incontro tra i capi dei partiti con il rischio, però, di un altro muro contro muro.
Di Stefano, è passato ormai quasi un mese e mezzo dall’annuncio di Salvini, 22 dicembre 2019, e lei resta l’unico candidato davvero in corsa: è così?
«Mi pare di sì e devo ringraziare per l’adesione e il sostegno l’Udc e il movimento che fa capo a Di Primio. Ho avuto, poi, positivi incontri con la lista civica Ideabruzzo. Altri positivi incontri ci sono stati con vari rappresentanti delle forze sociali e della cultura: ho ricevuto input e proposto le mie idee».
In una conferenza stampa ha annunciato i primi passi da candidato sindaco: quel cammino è iniziato?
«Certo, il primo incontro ufficiale l’ho fatto con il rettore Sergio Caputi per palesargli che l’indisponibilità che ha trovato a Pescara su certi ragionamenti sarà invece un’assoluta disponibilità a Chieti, qualora fossi eletto, nell’ambito di un corretto rapporto di sinergia e collaborazione. E non è stata l’unica riunione: ne ho fatte altre, ugualmente importanti. Sono concentrato su un tema fondamentale per la città: la sanità».
Cosa intende?
«Sul distretto sanitario di Chieti Scalo, ed è notizia di ieri, il sindaco si è mosso di concerto con la Asl e questo denota lungimiranza politica. Sull’ospedale, invece, abbiamo il problema dei due bracci ancora inutilizzati e l’assenza di un parcheggio decoroso. Dobbiamo pensare che l’ospedale di Chieti, collegato all’ateneo, ha una rilevanza straordinaria non soltanto per la nostra città ma per tutta la regione: la fruizione deve essere agevole».
Lei parla di problemi della città mentre Forza Itala invoca le primarie: si troverà un punto d’accordo o andrete divisi?
«Questa è una valutazione che riguarda i tavoli politici su scala regionale e nazionale. Ma l’unità non è un dogma: è ovvio che l’armonia del centrodestra è quanto mai auspicabile ma non sarebbe né il primo né l’ultimo caso in cui l’armonia si potrebbe recuperare in un secondo momento».
Alla fine si deciderà a Roma?
«Sì, ma nella misura in cui un leader nazionale ha già proposto una candidatura secondo un ragionamento dettagliato. Eventuali discussioni devono per forza coinvolgere quello stesso livello decisionale».
Se fosse sindaco cosa farebbe tra le prime cose?
«Sto già lavorando per affrontare le priorità a partire dal giorno dopo le elezioni. In Comune c’è una difficile situazione economico finanziaria: ho studiato i bilanci, mi sono confrontato con gli esperti e penso che bussando alle giuste porte, quelle che io conosco, si può trovare il modo per uscirne. Poi, per rilanciare la città in questo momento, dobbiamo cercare un grande aiuto non più a Roma ma in Europa: bisogna puntare su uno sportello Europa che diventi punto di riferimento sia per il pubblico che per i privati di Chieti, della provincia e del resto d’Abruzzo, per attingere a quei canali di finanziamento che oggi ci sono preclusi: l’Abruzzo è una delle ultime regioni per l’accesso ai fondi europei. Per il centro storico, sono necessari nuovi parcheggi: bisogna portare avanti le opere già progettate da questa amministrazione e fare un piano per la sosta utilizzando al meglio anche l’impianto di via Papa Giovanni XXIII».
Se fosse eletto, poco dopo l’insediamento dovrebbe occuparsi anche della scala mobile che si fermerà al 30 giugno prossimo: lo sa?
«Ho già un’idea ma non voglio svelarla ai miei potenziali avversari».
Lei si è chiamato fuori da “Scegli il tuo sindaco”, il sondaggio del Centro tra i lettori. Sono migliaia le schede già arrivate. Cosa ne pensa?
«È un’iniziativa intelligente, anche per il ritorno commerciale, ma potrebbe essere fraintesa con un sondaggio vero e proprio. Al riguardo posso dire che in città è in partenza anche un nostro sondaggio per capire l’orientamento di voto dei teatini: aspetto i risultati».
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