Di Stefano: ecco il mio piano per la città

31 Agosto 2020

Primo comizio per il candidato della Lega: «Aggiusterò strade e farò più parcheggi». Poi, l’attacco a Di Iorio e De Cesare

CHIETI. La proposta e l’invettiva. Il primo comizio del candidato sindaco di centrodestra Fabrizio Di Stefano (Lega) avrebbe dovuto dare spazio soltanto al programma elettorale, ma l’ex parlamentare ha deciso di terminare con una durissima invettiva contro due dei candidati sindaci avversari. «Dopo otto mesi di attacchi, ora la misura è colma. Se devo, so mettere i guantoni», ha detto l’ex parlamentare puntando il dito contro «lo scartato dal centrodestra», Paolo De Cesare, e «il panchinaro», Bruno Di Iorio. I nomi, in realtà, Di Stefano non li ha mai fatti, i due sono stati chiamati solo per appellativi. L’unico candidato sindaco avversario nominato è stato quello del centrosinistra Diego Ferrara, definito semplicemente come «una persona seria».
LA PROPOSTA La parte più lunga del comizio è stata quella relativa alle proposte per la città. La scelta di fare il primo comizio al Parco della rimembranza, zona Levante, si spiega con l’attenzione che il candidato vuole riservare alle periferie. Il progetto di valorizzazione della città passa per l’asse ospedale-università allo Scalo, per lo sviluppo di turismo e cultura sul colle, ma anche per la cura delle periferie. «A partire dalle strade dissestate, che per lo più sono provinciali», ha detto Di Stefano, promettendo un dialogo più forte con la Provincia e tutti gli enti che insistono sulla città, compresi Consorzio industriale e Asl. «Non farò sconti a nessuno», ha sottolineato. Per quanto riguarda l’ospedale, ha insistito sul recupero dei corpi di fabbrica svuotati «all’epoca del governo regionale D’Alfonso, quando si parlava di delocalizzare l’ospedale» e sulla necessità di dotare la struttura di un parcheggio multipiano. Per l’università ha chiesto maggiore sinergia con la città e ha detto di aver già avuto contatti con il rettore Sergio Caputi. Per il turismo culturale, ha ricordato il progetto da 6 milioni di euro che arriveranno in città per recuperare palazzo Massangioli ed ex Eden e al dirigente della Regione Giancarlo Zappacosta, che metteva in dubbio i fondi, ha suggerito di andare in Comune per accertarsi dell’arrivo del finanziamento. A Zappacosta ha riservato anche una bordata circa la recente nomina da lui ricevuta in Regione. Il candidato ha anche presentato il progetto per aumentare i parcheggi in città, per migliorare la ricettività cittadina e la viabilità del centro scalino.
L’INVETTIVA E poi è arrivata la parte polemica. Tutta riservata ai candidati sindaco dei due poli civici. Di uno ha raccontato quando andò proprio da lui a chiedere consigli per come diventare il candidato del centrodestra, «vantando amicizia con Berlusconi e dimenticando di dire che D’Alfonso lo aveva nominato nel cda del Marrucino. Non l’hanno voluto come candidato, ecco perché ora è civico». Dell’altro ha detto che è stato «una seconda scelta», perché la prima era Maurizio Formichetti che poi si è fatto indietro e quindi «è stato richiamato dalla panchina». Di Stefano ha parlato a una platea di circa 400 persone. Seduti alle sue spalle c’erano i rappresentanti delle liste che lo appoggiano: Anna Lisa Bucci per la Lega, Antonio Tavani per Fratelli d’Italia, Andrea Buracchio per l’Udc, Donato Marcotullio per Ideabruzzo, Bruno Di Paolo per Giustizia sociale ed Elena Toniato per il Popolo della famiglia-Cambiamo Chieti. In platea, sedute l’una accanto all’altra in prima fila, c’erano l’assessore regionale della Lega Nicoletta Verì e l’ex direttrice del museo della Civitella, designata come futuro assessore alla cultura, Adele Campanelli.