Di Stefano-Febbo, riparte la trattativa

22 Gennaio 2020

La corsa a sindaco si accende: la Lega dice ancora no alle primarie invocate da Forza Italia ma i partiti aprono al dialogo

CHIETI. «Mi sento sempre più il candidato sindaco del centrodestra: vado avanti e continuo a formare la squadra che mi aiuterà a progettare e costruire il futuro di Chieti». Fabrizio Di Stefano, indicato da Salvini in persona, annuncia: «In questa settimana e nella prossima incontrerò i rappresentanti delle liste civiche presenti in città».
Dopo l’incontro dei partiti all’Aquila, si sente più o meno candidato?
«Apprendo con soddisfazione gli apprezzamenti dell’Udc, che si è detta favorevole a una mia candidatura, e anche di Fratelli d’Italia, pur nella legittima diversità politica. Dopo la riunione sono ancora più responsabilizzato ad andare avanti: a breve incontrerò i soggetti non presenti a quel tavolo, sia civici e che politici».
Lei ha l’appoggio del sindaco uscente Umberto Di Primio, dell’Udc e la non contrarietà di Fdi. Per adesso, solo Forza Italia, le dice no: va bene o va male?
«Registro, al momento, la non volontà di sostegno da parte di Forza Italia ma l’unitarietà non è di questo mondo né tantomeno è un dogma. Però se penso che ci troviamo a circa 4-5 mesi dalle elezioni e la coalizione appare già così delineata non posso che esserne soddisfatto. Inoltre, bisogna considerare anche l’auspicato sostegno di liste civiche presenti in città: l’esperienza del civismo, a Chieti, è sempre stata importante e a breve tenterò di definire gli accordi e chiudere».
Forza Italia insiste nella richiesta delle primarie del centrodestra: parteciperebbe?
«In passato sono stato fautore delle primarie e non sono affatto contrario a questo strumento ma le scelte vanno fatte nei tempi e nei modi giusti e di certo non quando il leader nazionale di un partito ha già espresso un’indicazione. Ricordo a me stesso che Forza Italia, che solo a Chieti avverte questa straordinaria vocazione alle primarie, le tirò fuori anche 5 anni fa, ma in netto anticipo, quasi 10 mesi prima delle elezioni, salvo poi tornare sui propri passi. Comunque, allo stato, non mi pare che altri partiti del centrodestra abbiano avanzato questa richiesta né che alle scorse elezioni amministrative di Pescara, pur avendo la Lega ottimi candidati da proporre per il Comune, qualcuno abbia pensato di mettere in discussione un’indicazione nazionale contrapponendola con una proposta locale».
Circola una vignetta che la riguarda: Tollo Tollo al posto di “Tolo Tolo”, il film di Checco Zalone. L’ha vista?
«È simpatica e spero che sia di buon auspicio: complimenti all’ignoto autore. Se Zalone è campione di incassi, mi auguro di fare lo stesso con i voti».
Dall’altra parte domina l’incertezza e gli unici nomi che si fanno sono Stefano Rispoli e Diego Ferrara: chi vorrebbe come avversario?
«Più alto è il livello dello sfidante e meglio è per la città. Non mi permetto di giudicare i candidati dello schieramento opposto ma mi limito a constatare che, a oggi, manca un avversario. Spero che la competizione si mantenga sul piano delle idee e dei progetti: ne guadagnerebbe la città. Proprio in questi termini ho messo a disposizione la mia candidatura: credo di poter dare un valore aggiunto con l’esperienza e anche con la competenza». (p.l.)