Di Stefano: guiderò Chieti Sì al patto con l’università

10 Gennaio 2020

Prima uscita per il candidato della Lega: risveglierò la città con l’orgoglio teatino Via alle consultazioni con le liste civiche: pronto ad allargare il centrodestra

CHIETI. «Dobbiamo puntare sull’orgoglio teatino nella consapevolezza che 3.200 anni di storia non possono essere solo un orpello da mettere sulla giacca ma il pilastro su cui costruire il nostro futuro». Prima uscita pubblica da candidato sindaco del centrodestra, ieri, per Fabrizio Di Stefano della Lega. «La storia di Chieti», dice, «è un patrimonio che non si può dissipare ma deve diventare un volano di ricchezza e benessere». Mancano 5 mesi alle elezioni per il dopo Di Primio e Di Stefano, 54 anni, ex consigliere regionale, deputato e senatore, annuncia i suoi primi passi: allargare il centrodestra con l’ingresso delle liste civiche. Ma lui, che è stato lanciato da Matteo Salvini in persona, guarda già oltre le elezioni: «Il compito che Salvini mi ha assegnato», dice Di Stefano, «non è tanto vincere le elezioni ma rilanciare questa città».
«In questi giorni», spiega il candidato, «il deputato Luigi D’Eramo ufficializzerà il nuovo organigramma della Lega in Abruzzo e chiederò di iniziare immediatamente un tavolo con le forze tradizionali del centrodestra per costruire un progetto politico, trovare sintesi e fare gli accordi. Contestualmente farò la stessa cosa con le tante formazioni civiche presenti in città, a cominciare da quella del sindaco Umberto Di Primio, per coinvolgere la più larga fetta possibile di elettorato in questo progetto».
Al Grande albergo Abruzzo, accanto a Di Stefano ci sono l’amico fidato Mario Colantonio, assessore all’urbanistica appena passato alla Lega, l’assessore Alessandro Bevilacqua e i consiglieri comunali Marco Di Paolo, Graziano Marino ed Elisabetta Fusilli. In platea, il segretario provinciale Federico Di Palma e gli altri esponenti del partito, Riccardo Chiavaroli, Marcello Foschi, Giovanni Angelucci, Luca Felle e il sindaco di Gamberale Maurizio Bucci. «E chi non c’è per motivi di lavoro mi ha telefonato per farmi gli auguri», assicura Di Stefano che cita Antonello D’Aloisio e Palmerino Mammarella, i due che avevano contestato la fuga in avanti dei vertici della Lega per la scelta di Di Stefano. «Nel partito c’è una splendida armonia, sia al vertice che alla base», garantisce il candidato.
L’ex parlamentare annuncia che, all’inizio delle campagna elettorale, incontrerà i protagonisti di Chieti: «Voglio coinvolgere la città e farò un primo giro di ascolto con gli imprenditori, che vogliamo aiutare a crescere per restare sul territorio, le associazioni professionali e di categoria e i dirigenti scolastici perché un cittadino che si propone di guidare Chieti non per 5 anni ma per progettare il futuro dei prossimi 50 anni, deve capire anche quali sono le esigenze e le istanze delle giovani generazioni e aiutarle a crescere. Voglio incontrare anche le associazioni di volontariato e i parroci». Ma, riflette Di Stefano, «l’identità di Chieti è culturale: ecco perché il mio primo interlocutore sarà l’università d’Annunzio che è una grande ricchezza ma deve essere coinvolta a pieno nei processi ascensionali e decisionali per il futuro di questa città. Una volta concluso questo primo giro di consultazioni con il mondo dell’associazionismo di cui Chieti è fervida, ne comincerò un secondo in cui proporrò le mie sintesi e le mie tante idee per la città».
Tra le prime proposte c’è quella di ridare a Chieti un ruolo di punto di riferimento per il circondario e la provincia: «Oggi Chieti vive un isolamento». Anche il lavoro farà parte del programma di governo: «Ci sono i problemi occupazionali che purtroppo attanagliano non solo Chieti ma tutto l’Abruzzo e anche su questo ho delle idee».