Diabetici in aumento ma manca un medico: prime visite sospese

16 Novembre 2018

Sala di attesa piena per controlli, terapie e ritiro pungidito Oltre 6.500 i pazienti assistiti, 13mila quelli registrati

LANCIANO. La sala di attesa è piena di pazienti. C’è chi deve fare la visita programmata, chi chiede controlli per problemi oncologici o di preparazione a interventi chirurgici, chi esce dal ricovero e deve tornare a casa con la terapia riveduta e corretta. C’è chi è arrivato dal Pronto soccorso, chi ancora deve prendere strisce reattive, aghi, pungidito. È sempre piena la sala di attesa del Centro diabetologico dell’ospedale Renzetti che va avanti con due medici, Daniela Antenucci e Fiore Pelliccione, e la buona volontà degli infermieri.
Il problema del medico mancante è ciclico e ora si è riproposto nella sua drammaticità, quando i dati indicano pazienti in continuo aumento, 6.500 utenti assistiti regolarmente e oltre 13.000 registrati. «Per motivi non dipendenti dalla Asl», dice Antenucci, «abbiamo un medico in meno e questo ci ha costretto a sospendere le prime visite che ora si fanno a Chieti. Attendiamo l’arrivo di un nuovo medico a dicembre». Prime visite sospese e sono almeno 350 l’anno che si aggiungono poi ai 6.500 malati assistiti regolarmente in una Asl che conta circa 24.000 diabetici. È una malattia complessa il diabete, poco diagnosticata dai medici di famiglia e in crescita continua. «Anche in città e nel comprensorio», riprende Antenucci, «e, nonostante il nostro impegno teso a migliorare la qualità delle cure, aumentano anche le complicanze legate alla malattia». Una di queste è il piede diabetico che oggi si cura fuori Asl e spesso fuori Regione. Con conseguenze negative per i pazienti, costretti a spostarsi e per la Asl, che vede aumentare la spesa sanitaria. «Ma c’è un progetto e un percorso ben preciso e studiato del piede diabetico nel nostro ospedale», dice la diabetologa, «che mi auguro e spero si potrà attivare per i primi mesi del 2019. Coinvolge una equipe ampia; diabetologo, infermiere, chirurgo, podologo, ortopedico e fisiatra e ognuno deve dare il proprio contributo in una sequenza lineare e appropriata per garantire la guarigione di lesioni che non dovranno più tornare».
È attivo già da due anni e va a gonfie vele il percorso del diabete gestazionale. Al Renzetti la metà degli utenti è donna e c’è un’ostetrica dedicata che segue le donne con diabete gestazionale anche dopo il parto e fino ai 5 anni successivi in cui si può sviluppare la malattia. Tanta attenzione alle donne c’è poi perché sono la chiave per invertire il trend, perché possono far adottare uno stile di vita sano nelle famiglie. Corretto stile di vita, migliore alimentazione e attività fisica sono importanti per evitare il diabete. E per capire cos’è la malattia fino ad oggi in diabetologia e fino a domenica in alcune farmacie, si effettuano screening capillari gratuiti e compilazione questionari con la collaborazione dei volontari Adif, degli operatori Cri, medici specialisti e infermiere.
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