«Diabetici, la Asl sottovaluta il problema»

12 Gennaio 2016

Un medico per 8mila pazienti: Cerulli (Cittadinanzattiva) invoca l’intervento dell’assessore Paolucci

LANCIANO. «Il direttore generale Pasquale Flacco annuncia trionfalmente interventi strutturali a pioggia per creare ambulatori. Peccato che poi restino vuoti visto che non c’è il personale per curare i pazienti. Il caso della Diabetologia di Lanciano, dove c’è un solo medico che lavora a tempo pieno per migliaia di pazienti e altri a spezzoni, quando non sono chiamati nel reparto di medicina sempre per carenza di personale, ne è la dimostrazione». Il segretario regionale di Cittadinanzattiva, Aldo Cerulli, interviene sulla carenza di personale medico nel centro diabetologico del Renzetti. Qui, da maggio, c’è una sola dottoressa che lavora a tempo pieno per curare 8mila diabetici, di cui 6.300 frequentatori assidui del centro. Era aiutata, per alcune ore alla settimana, da un collega della Medicina, ora richiamato a tempo pieno nel reparto d’origine. Senza personale le visite si allungano fino a un anno e i disagi per i pazienti, spesso pluripatologici, crescono.

«Ormai da troppo tempo ci hanno abituati a sentire i proclami di quello che faranno in un futuro incerto», sostiene Cerulli, «sono 15 anni che seguo da volontario le problematiche della sanità e sono costretto a registrare che il tempo presente è usato per decidere cosa togliere e il futuro per quello che si promette di dare in cambio. Se si vuole invertire la marcia e risparmiare sull’inappropriatezza in sanità, bisogna potenziare il territorio. Non certodistaccando un medico da un reparto, peraltro nel caso specifico non diabetologo, per mandarlo a rinforzare il territorio e sguarnendo il reparto stesso, ma assumendo personale medico ed infermieristico. Non si può pensare poi, di demandare ad un infermiere la visita del diabetologo, come si starebbe pensando di fare a Lanciano. L’Abruzzo ha una percentuale rilevante di diabetici che, se mal seguiti, possono diventare malati cronici o contrarre molte gravi patologie, ma questo sembra non essere stato capito da chi gestisce la sanità». Cerulli fa notare che il problema è serio: il diabete è una patologia invalidante, ma a livello sanitario, sia a Lanciano che a Chieti, viene considerata una “cenerentola” a livello di cure. «Mi auguro», chiude Cerulli, «che l’assessore regionale Silvio Paolucci possa risolvere il problema: basta che veda i dati relativi a visite e persone in cura in rapporto al personale addetto e agli spazi a disposizione per capire quando sia necessario avere medici diabetologi».

Teresa Di Rocco

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