Diabetologia, dopo metà mese torna il servizio a pieno regime

8 Maggio 2021

Al momento la presenza del medico è garantita due volte a settimana per assicurare l’assistenza La regolare attività dovrebbe riprendere nelle prossime settimane, ma i pazienti vogliono più certezze

ORTONA . Almeno fino alla metà del mese all’interno dell’ospedale Bernabeo il servizio rimarrà a metà: non c’è alcuna certezza sul ritorno a pieno regime delle attività alla Diabetologia di Ortona. Il responsabile dell’ambulatorio, il dottor Fabrizio Monaco, sta ancora prestando la sua opera a Chieti, dove è stato momentaneamente trasferito dal primo marzo per via della difficile situazione nel reparto Covid, che ha reso necessario precettare medici impegnati normalmente anche in altri settori.
Seppur il servizio sia stato in parte ripristinato, permangono problematiche per i circa duemila pazienti in cura nel centro. L’attività è tornata ad essere garantita con la presenza di un medico due giorni a settimana. In altri quattro, invece, c’è un’infermiera per prendere appuntamenti e provvedere alla distribuzione dei presìdi. Ma si tratta di una “ordinaria amministrazione”, che garantisce la continuità assistenziale alle urgenze ed i piani terapeutici.
Dal Comune è stata inviata una lettera fatta recapitare al direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Thomas Schael, ed al direttore sanitario Angelo Muraglia con cui viene chiesto che ad Ortona venga assegnato un diabetologo che segua costantemente i pazienti. E continue proteste arrivano dall’Associazione diabetici di Ortona presieduta da Giuseppe Di Sciullo. Quest’ultimo ha sottolineato come riceva «ogni giorno chiamate con cui mi vengono manifestati dei disagi. È rimasto del lavoro da smaltire causato dalla chiusura delle settimane scorse e con il funzionamento a mezzo servizio dell’ambulatorio non può essere garantita la piena assistenza».
Ma c’è anche preoccupazione per le sorti della clinica: «Temiamo che questo rallentamento delle attività possa essere il preludio al ridimensionamento del centro. Ci auguriamo che questi timori non diventino realtà perché per l’ospedale di Ortona sarebbe l’ennesima grossa perdita». L’associazione resta quindi vigile sugli sviluppi e chiede il ritorno ad un servizio a pieno ritmo. Nelle scorse settimane aveva minacciato anche di rivolgersi alla Procura con un esposto per la mancata assistenza nei confronti dei malati.
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