Dialifluids, da domani si riparte Ci sono 1.300 pazienti da tutelare

29 Giugno 2014

Canosa Sannita: l’azienda conferma la chiusura ma assicura turni lavorativi equi ai 120 operai Lo stabilimento potrebbe essere venduto a società concorrenti. Scende in campo anche il M5S

CANOSA SANNITA. Probabilmente questa volta si è messo veramente un punto alla vertenza sulla Dialifluids di Canosa Sannita. L'incontro ministeriale di venerdì, come vi abbiamo anticipato nell'edizione di ieri del Centro, ha dato esito negativo per i 120 dipendenti dello stabilimento teatino.

La Fresenius, infatti, ha confermato definitivamente la volontà di spostare la produzione altrove. Per di più i lavoratori hanno propeso per la sospensione degli scioperi dopo il confronto al Mise, seguito nel pomeriggio dalla convocazione alla Prefettura di Chieti, dove i rappresentanti dell’azienda e quelli sindacali hanno potuto dibattere sulla vicenda. Pertanto domani verrà riavviata la produzione e, allo stesso tempo, proseguiranno gli incontri per concordare un percorso comune, che individui le migliori soluzioni per la tutela di tutti i dipendenti coinvolti in tale situazione.

La chiave di volta di questa decisione è stata la condivisione comune tra le parti dell'importanza di assicurare la continuità terapeutica ai pazienti (circa 1300) sottoposti a trattamento di dialisi peritoneale. Questi stessi pazienti hanno, in questo momento, la necessità del materiale salvavita prodotto alla Dialifluids. Tuttavia i dubbi delle maestranze sul sistema di turnazione giornaliero rimangono. A tal proposito l'azienda, nel comunicato stampa emanato, ha ribadito che l'organizzazione dei turni lavorativi prevedono «l'impiego a rotazione di tutti i lavoratori indistintamente». E ancora: «Comprendendo le possibili preoccupazioni dei dipendenti, l'azienda si è altresì detta anche disponibile a indennizzare la prestazione lavorativa garantendo gli stessi livelli retributivi dello schema organizzativo adottato in precedenza, assicurando quindi la massima equità anche su questo aspetto».

Insomma, dai vertici c'è stata la massima apertura verso gli operai, con la speranza di abbassare i toni di una contesa diventata durissima. E' arrivata direttamente dal Mise, invece, la proposta di costituire un gruppo di lavoro con tutti i soggetti coinvolti, che segua costantemente l’avanzamento dei progetti per il mantenimento dell’attività produttiva. Un'idea a cui l'azienda ha dato la propria disponibilità, rinnovando oltretutto il consenso a vendere lo stabilimento, anche a concorrenti, qualora ci fossero offerte di acquisto credibili. Intanto, però, il gesto del dito medio alzato dalla dirigente davanti agli operai in protesta, continua a far scalpore, diventando anche un caso politico. Il Movimento 5 Stelle di Tollo, infatti, tramite il suo rappresentante, Luciano Di Giulio, ha voluto esprimere solidarietà verso le maestranze, stigmatizzando l'azione della stessa dirigente «come volgare ed offensivo».

Alfredo Sitti