Dialifluids, i sindacati: affrettiamo i tempi

27 Gennaio 2015

CANOSA SANNITA. Il 16 febbraio al ministero del Lavoro sarà la stretta finale per la vertenza Dialifluids. Se dall'incontro romano non sortirà il salvataggio dei circa cento posti di lavoro...

CANOSA SANNITA. Il 16 febbraio al ministero del Lavoro sarà la stretta finale per la vertenza Dialifluids. Se dall'incontro romano non sortirà il salvataggio dei circa cento posti di lavoro superstiti, i sindacati sono pronti a alzare i toni del confronto. «Il vice presidente e assessore regionale Giovanni Lolli», spiega Ettore Di Natale, segretario provinciale di Femca-Cisl, «ci ha comunicato che in ministero c’è un soggetto interessato a rilevare lo stabilimento, e che la Regione è pronta a mettere sul piatto fondi per la riqualificazione professionale dei dipendenti nel caso di riconversione a altro settore, per esempio l'automotive di cui si parla in questi giorni. Ma sia chiaro», aggiunge, «che poiché stringono i tempi verso la mobilità, con scadenza giugno, il sindacato e i lavoratori passeranno a azioni più decise, una strategia del resto dettata dalla stessa condotta di Fresenius, la proprietà tedesca di Dialifluids, che dall'Italia e dall'Abruzzo ha tratto profitti ingenti senza mai rilanciare in investimenti». La stessa linea percorrerà UilTec-Uil, che ha notizie di un paio di offerte di subentro. «Non è possibile attendere oltre», rimarca il segretario tetino di UilTec, Arnaldo Schioppa, «e non soltanto per la tempistica in gioco, ma anche per poter cogliere tempestivamente opportunità che lo stesso Lolli ci ha illustrato. Parliamo», annota Schioppa, «di risorse europee Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate, ndc) oltre a quelli per la formazione professionale. Il notro obiettivo principale rimane salvaguardare l'occupazione anche per evitare un crollo dell'indotto». (f.b.)