Dialisi, in aula il caso trasferimento
Lanciano. Dai consiglieri di maggioranza arriva il “no” allo spostamento ad Atessa
LANCIANO. Approda in consiglio comunale, domani alle 17.30, il caso del trasferimento della nefrologia dialisi fuori dall'ospedale Renzetti di Lanciano che da mesi sta sollevando proteste in città. Dopo la manifestazione davanti all'ospedale di movimenti civici, associazioni e del centrosinistra, la petizione con 2.346 firme raccolte da Progetto Lanciano e inviate in Regione e all'amministrazione Paolini, ora sono alcuni consiglieri della stessa maggioranza a portare in consiglio un ordine del giorno che recita: “Impegno a sostegno dell’unità operativa semplice dipartimentale di nefrologia e dialisi all'interno dell'area del presidio ospedaliero di Lanciano”.
I consiglieri Riccardo Di Nola, Giacomo Dell’Anna (Libertà in Azione), Gianluca D’Intino (Fdi), Michele La Scala (gruppo misto), Paola Memmo (Lega) ed Eugenio Caporrella (FI) dicono quindi “no” al trasferimento ad Atessa dell’unità e né ad alcuna delocalizzazione fuori dal Renzetti. Ed elencano le varie attività del reparto con centinaia di prestazioni settimanali per emodializzati e dializzati, quasi 800 consulenze specialistiche nel 2022 nei reparti di degenza e al pronto soccorso, trattamenti per pazienti acuti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, poi attività ambulatoriale con 1.900 prestazioni nel 2022 solo per i pazienti cronici, le varie visite, il follow up dei trapiantati e dei pazienti affetti da malattie rare, le dialisi estive, l’assistenza h24.
«Un servizio fondamentale per quantità e caratteristiche delle prestazioni dell'Unità del Renzetti», dicono i consiglieri, «che non va posta fuori dal presidio ospedaliero», come proposto dal manager Asl Thomas Schael e dalla Regione che nella nuova rete ospedaliera ha cancellato 66 posti dialisi nella provincia, anche al Renzetti. Proposta che giudicano «improponibile» e da qui la richiesta «nell'interesse dei cittadini e del territorio» al sindaco di «attivarsi perché in sede di progettazione del nuovo ospedale, che partirà a breve, il reparto non venga posto fuori dall’area dell'ospedale». Una presa di posizione che arriva dalla stessa maggioranza di Paolini finora rimasto silente di fronte al problema.
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