«Dico no ai rifugiati deve restare centro solo assistenziale»

1 Aprile 2015

CHIETI. Con un approccio diverso anche il candidato sindaco del centrosinistra Luigi Febo, non è d’accordo a trasformare le ex Case di riposo in una struttura per immigrati o rifugiati politici....

CHIETI. Con un approccio diverso anche il candidato sindaco del centrosinistra Luigi Febo, non è d’accordo a trasformare le ex Case di riposo in una struttura per immigrati o rifugiati politici.

Il principale avversario alle prossime elezioni amministrative del sindaco uscente Di Primio pensa che quel complesso debba conservare la sua natura assistenziale, come è sempre stato e annuncia che se eletto sindaco con l’appoggio del governatore D’Alfonso si riuscirà a farlo uscire dall’impasse economico cui l’ex Ipab da tempo.

«Istituiti Riuniti "San Giovanni Battista" ancora nell'occhio del ciclone. Ma vediamo di fare chiarezza», dice Febo, «Innanzitutto voglio precisare di non essere assolutamente d'accordo con la scelta di far partecipare la struttura ad un bando per ospitare rifugiati politici. Può anche essere comprensibile sotto il profilo economico, in quanto l'ente necessita di potenziamenti e si trova in una situazione precaria con un buco di circa 800mila euro, a cui si deve aggiungere la perdita di diversi posti letto, come è avvenuto con la sede "Villa degli Ulivi", ma la sua destinazione è prettamente assistenziale».

Gli Istituti Riuniti San Giovanni Battista da qualche anno per svariati motivi si trovano al centro dell’attenzione. La situazione economica è preoccupante con i dipendenti che vengono pagati con ritardo e una inchiesta di natura penale che pende su alcuni dipendenti, indagati per aver preso soldi agli ospiti. Il commissario regionale ha proposto di mettere al bando la struttura per ospitare gli immigrati così da essere destinatario di aiuti statali. Ma anche Febo non ci sta

«Volendo e potendomene occupare da primo cittadino, sicuro dell'appoggio da parte del governo di Luciano D'Alfonso, la struttura sono certo potrà tornare ad essere un punto di riferimento nel suo settore sia a livello provinciale che per tutta l'area metropolitana con la qualità assistenziale garantita in Rsa, Ra e Rada, riaprendo anche nel più breve tempo possibile la sede dislocata chiuso dal centrodestra cittadino e regionale». Villa degli Ulivi.

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