«Dieci anni ad alti livelli e il Covid Così è salito il debito del golf club»

4 Aprile 2024

Parla il presidente dell’Asd Mario Dragonetti a cui il Comune ha revocato la gestione dei campi «Non è un fulmine a ciel sereno, tutti sapevano. Fatti tanti investimenti per la crescita del circolo»

MIGLIANICO. E adesso parla Mario Dragonetti, il presidente dell’Asd Miglianico Golf & Country Club a cui il Comune ha revocato la concessione della gestione dei campi da golf di contrada Cerreto. Dragonetti da dieci anni è a capo della società che ora a bilancio ha oltre due milioni di euro di debiti. «Vorrei fare chiarezza e dire che la situazione che oggi abbiamo sotto gli occhi non è piovuta dal cielo. Di colpo. Si è creata un po’ alla volta. E tutti ne erano a conoscenza. Tutti. Comune, dipendenti e soci. I bilanci sono stati tutti approvati in assemblea nel corso degli anni. L’altro messaggio che vorrei far passare è che siamo disposti a collaborare con chi subentrerà nella gestione, mettendoci a disposizione per il bene del Miglianico Golf».
La storia. Detto ciò, la domanda sorge spontanea: come sono maturati questi debiti? «Presto detto: siamo partiti, nel 2015, accollandoci i circa 600mila euro di debiti della precedente gestione. Nel tempo abbiamo fatto dei lavori di manutenzione, delle migliorìe all’impianto. Abbiamo sostenuto gli investimenti necessari per portare Miglianico a essere uno dei primi dieci campi da golf in Italia. Circa 800mila euro di investimento. La struttura è sotto gli occhi di tutti: com’era e com’è. Siamo passati da un fatturato annuale di 700mila euro a 1,5 milioni. Ci siamo dovuti ricomprare il ristorante per offrire un servizio completo ai soci. Che prima erano una ottantina e poi sono diventati oltre 400. C’è stato un exploit corroborato da riconoscimenti in campo sportivo e non». Poi, nel 2020, c’è stato il Covid. «E ci siamo fermati», prosegue il presidente del Miglianico Golf & Country Club, «avevamo la stazione di pompaggio per l’irrigamento dei campi in rovina. L’abbiamo salvato. È chiaro che con il tempo le entrate non sono bastate a soddisfare le uscite. Due anni fa in assemblea ho chiesto un contributo una tantum ai soci per abbattere il monte debiti. Purtroppo, la risposta è stata negativa. Impossibile aumentare la quota di 2.500 euro all’anno, perché poi sarebbe stata insostenibile». I soci che hanno rinnovato la quota nel 2024, secondo Dragonetti, sono 180 suddivisi tra quelli che hanno fatto la tessera annuale e quelli che hanno aderito alla tessera semestrale.
I rapporti interni. L’ormai ex direttore del circolo Filippo Di Felice ha preso le distanze dalla gestione e all’inizio dello scorso mese di gennaio ha rassegnato le dimissioni. «Mi dispiace, Di Felice era il direttore di questo circolo. Tutto quello che è stato fatto, l’abbiamo fatto insieme. Nel bene e nel male». E il Comune? «La situazione era ed è sotto gli occhi di tutti. Anche del sindaco Fabio Adezio che tra l’altro è stato nostro socio. Il bilancio, d’altronde, si approva in assemblea». I debiti con il Comune? «Le rette annuali sono state pagate attraverso dei lavori da noi liquidati e riconosciuti dal Comune e dai debiti che ci siamo accollati della precedente gestione, la Non solo Golf. Anzi, ci sarebbe un extra di 44mila euro. E comunque non c’è alcun assalto dei creditori, perché la massa debitoria, per la maggior parte, è concentrata sui dipendenti (oggi l’incontro con i sindacati, ndr) a cui sono grato per il lavoro svolto. Abbiamo anche avuto accesso alla rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate. Abbiamo predisposto un piano di rientro dei debiti», conclude Mario Dragonetti, «ma l’assemblea non l’ha approvato». Sabato scadranno i termini del bando per la manifestazione di interesse per la gestione dei campi da golf. Lunedì, presumibilmente, il Comune darà in gestione per tre anni l’impianto a una nuova società
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